POESIE di LIA JONESCU

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Queste Poesie nascono tutte così come i quadri da momenti particolari……..

A Sarah .

Figlia, che tanto amo
che mi perdi e mi ritrovi
che sempre mi vedrai
nel tuo stesso sguardo segui,
una volta soltanto
il mio volo lontano dal muro dell’indifferenza
sui sentieri dell’irrealtà
che pure è così vera.
Tendimi la mano,
la mia è già protesa e aperta
entra nel mio cuore
che è tuo dal primo giorno che seppi di te.
Andremo tra i folletti
che ti cullavano da bimba,
sulle guglie delle cattedrali
vedremo nidificare le cicogne.
Ci scalderemo con l’oro
delle spighe nei campi di grano.
Figlia un giorno
quando il vento soffiera’ forte nei tuoi pensieri
e desidererai spazi aperti
e il calore della tua gioventù
e io sarò troppo lontana,
allora, amore mio, capirai. .

. ITACA

Itaca, adorata, bramata,
perdutamente immaginata
rivissuta nei sassi e sugli scogli,
nelle straniere ed estranee regge,
ripensata come mai lasciata
e sempre presente nel tuo cuore Ulisse.
Ma non tua, la tua utopia,
non l’hai vissuta
ne calpestata
solo lei l’ha amata.
Nei suoi piedi le sue pietre,
nel suo naso i suoi odori,
nelle sue mani i suoi frutti,
nei suoi occhi umidi e ansiosi, il tuo, il suo mare.
Le nubi davanti al sole,
le ombre che le facevano saltare il cuore in gola
ed era sola.
Sola nella tua Itaca,
sola nel tuo letto
che era radice
ed entrava nella terra antica
come una spada a fendere il dolore e lo sgomento.
Itaca odiata,
allontanata,
vissuta nelle lotte sottili e quotidiane,
rinnegata e ripresa come perenne nido,
mantenuta nel cuore e nella mente
per te che non ti fermerai. .

MEDITAZIONE .

Passato il varco dei miei verdi anni
trovai una vita di dolori e affanni
intervallati da dolcezze e amori,
da notti bianche,
da passioni e odori di muffa, d’erba di libri di colori,
di sogni, di illusioni e pianti,
di gioie immense e di cocenti offese.
Eppure ora che varcato ho da poco i sessant’anni
mi rincammino ancora sul sentiero
con solo il mio bagaglio di coraggio
il mio pensiero ed il mio cuore fiero,
e sembra quasi che la restante vita ritorni verde ancor prima che finita.
E morirò dolcemente sotto un melo
coi fiori bianchi a coprirmi come un velo.

TRAMONTO

TRAMONTO

Rosso sangue,
rosso fuoco di amaranto
si colora
ruba luce
e se ne veste scuro
resta l’ orizzonte
mentre lento si abbandona
con un brivido guizzante
nell’amplesso con la notte.

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