“IERI e OGGI – IL LIBANO… Maria & Simonetta”

LIBANO…  LA TERRA dei FENICI  –  Oggi…   di Simonetta ANGELO-COMNENO

12607007_944241535661325_1878101069_n

Le colline che dominano  BEIRUT

12630674_943399952412150_13350758_o

La baia di Jounieh oggi

12576002_943399585745520_1958937835_nl12607318_943399645745514_1207249658_n

La Baia di Jounieh  nel 1960 / 70

sotto   una serie di immagini di BEIRUT   negli anni sessanta

6c8866d6-4da8-451f-a4ef-e5a904b0f1ad

12511281_943399089078903_1692745457_o12620739_943399129078899_210258464_o

12620407_943399055745573_504391687_o

12632913_943397435745735_1616275713_o12633218_943398802412265_53599619_o

3af6095b-54f8-463a-89e1-a5542c8108005cd4ae96-8d3e-42b7-8188-6864fe70b1329f6cc4c8-59b7-4a04-b3fe-1fea348e9fba212ea48f-8416-4283-9709-1f8d1fbd607eb45afd7b-3c72-480f-9890-49fcb408013c021bcc8b-8229-4eb0-94ca-cca6e391ef31


 

LIBANO   –   TERRA dei FENICI   immagini del passato  Maria PACE

BAALBEK  – Tempio di Bacco

baalbeck-temple-bacchus-4

BAALBEK  –  TEMPIO DI GIOVE

Baalbek_-_temple_of_Jupiter.jpg

BAALBEK – RESTI RISALENTI ALL’ETA’  DEL BRONZO

baalbek_t_jupiter_court_deep_sounding

TIRO – libano_yjgnn.T0

TIRO

Líbano_ Tiro

 

SIDONE

castello-di-sidone-mare1

SIDONE

Sidone

BIBLOS

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

IMMAGINI – IL MONDO DEI FENICI

fenici_rossoporporafenici01phoenicianship

phoeniciatrade

TAUR… il cacciatore

NARRATIVA  PER  RAGAZZI

brano tratto da L’ETA PERDUTA romanzo storico-ambientale  di Maria Pace

Museo-de-Altamira-1-1

……………………………….

Una lacrima si sarebbe detto quel luccicore… ma egli la ricacciò indietro: i guerrieri non piangono e lui era un guerriero ed un cacciatore: la Cerimonia di Iniziazione era ancora viva nei ricordi e il petto recava ancora i segni della Prova di Coraggio e la sua mente si abbandonò ai ricordi.

 

Tutti i giovani del suo popolo, che era il Popolo delle Colline, al compimento del quindicesimo anno diventavano adulti. I rituali della cerimonia erano vietati a donne e bambini, perché, spiegava lo Stregone del villaggio:

“La concentrazione fulminante delle forze della Natura é tutta concentrata nell’innocenza dei bambini e nell’indole femminile e in presenza delle Forze Misteriose della Grotta Sacra può scatenarsi ed annullarle. ”

 

La Sacra Grotta si   trovava nelle viscere della terra e per raggiungerla occorreva attraversare una spaccatura nella parete della montagna.

Era lo stregone, in quelle occasioni, ad aprire la processione; in testa portava corna di cervo e   sulle spalle esibiva pelle di lupo:   preda e predatore. Erano   entrati, ricordava ancora con un certo inquieto timore, in uno stretto e tortuoso budello, ostacolati da sassi e sporgenze emergenti da pareti e pavimento. Tutto era buio, là sotto. Procedendo in silenzio, l’uno dietro l’altro, si udiva l’ansimare del cervo sulle spalle di Thor, il rumore d’acqua che si staccava dal soffitto e cadeva con un tonfo sordo e la voce dello stregone che invocava gli spiriti favorevoli della Sacra Grotta e li invitava a farsi avanti. Procedere, ricordava, era disagevole, ma gli anziani avanzavano spediti, come se conoscessero bene quel posto.

Ricordò che, proprio quando aveva creduto di aver acquistato un po’ di sicurezza e gli occhi si erano abituati alle tenebre, il cuore aveva cessato quasi di battere nel petto: alla luce delle torce in mano agli anziani, il suo sguardo aveva incrociato quello feroce e minaccioso di un bisonte comparsogli davanti all’improvviso. Aveva dovuto deglutire più volte prima di rendersi conto che quel bisonte non era reale, ma solo dipinto sulla parete.

Ve n’erano molti altri dipinti su quella parete, grandi e piccoli, in corsa oppure fermi, feriti o in piedi e poi cavalli, renne, stambecchi… tutti in fila a perdita d’occhio. Ricordava anche che quella grotta era davvero molto grande e moltiplicava i suoni come facevano gli uccelli quando passavano nel cielo, riuniti, all’approssimarsi del freddo, per emigrare.

Era stato allora che lo stregone si era liberato della pelle di lupo ed aveva cominciato a saltellare, imitando i movimenti dell’animale predatore; infine, aveva lanciato un grido… un grido terrificante….

Tutto era così misterioso in quella Grotta; c’era un’atmosfera quasi d’attesa eccitata, come se da un momento all’altro qualche spettro sarebbe scaturito dalle tenebre.

“Dove sono gli spiriti della caccia?” aveva domandato sottovoce un compagno, più spaventato ed emozionato di lui.

“Io non so. – gli aveva risposto – Ci penserà lo stregone a richiamarli.” aveva aggiunto guardandosi intorno: lo stregone aveva asserito che gli spiriti erano lì e non c’era motivo di dubitarne.

A quel punto Thor   aveva sgozzato il cervo e lo stregone ad ognuno dei nuovi guerrieri aveva segnato la fronte con il sangue dell’animale, poi con la punta di una lancia aveva inciso loro la carne del petto per provarne la resistenza al dolore. Quella ferita, la “ferita del coraggio”, tanto più visibile quanto più in profondità la lancia era riuscita a penetrare, era rimarginata solo da poco, ma sarebbe stata per sempre visibile. Così lui, Taur, figlio del capo del Popolo-delle-Colline, era diventato Guerriero e Cacciatore.

(continua)

si può richiedere il libro con dedica personalizzata direttamente a  mariapace2010@gmail.com

41jJ4njCGJL._SX331_BO1,204,203,200_

 

 

ANTICO EGITTO – FARAONE… ossia PALAZZO DIVINO

img_2968

  • Abbiamo, oggi, l’abitudine di indicare con il termine FARAONE, Sovrani come Keope o Sesostri, vissuti in epoca della storia egizia piuttosto lontana.
    In realtà, quello di FARAONE è un titolo attribuito ai sovrani del Nuovo Regno e, secondo alcuni studiosi, precisamente a Thutmosis III, sovrano della XVIII Dinastia, 1.200 anni circa a.C.
    Erano cinque i titoli attribuiti ad un sovrano al momento della sua incoronazione:
  • Horo: il Falco Divino di cui il sovrano era la manifestazione in terra.-
  • Le Due Signore: (Uadje–Cobra e Nekhbeth-Avvoltoio) Dee Protettricidel Basso e Alto Egitto di cui era la Personificazione
  • Horo d’Oro (evocazione della vittoria di Horo su Seth)
  • Colui che appartiene al giunco e all’ape (simboli del Sud e del Nord dell’Egitto)
  • Figlio di Ra

Qual è il significato della parola Faraone?
E’ la traduzione, effettuata da un gruppo di studiosi ebrei ad Alessandria d’Egitto, dell’antico termine egizio Per-aat in Far-aw
Per-aat, letteralmente significa: Palazzo Divino
Per meglio comprendere il concetto esaminiamo i seguenti termini egizi:
– Hut: significa dimora in senso lato
– Per: significa, invece, dimora in senso fisico e materiale (casa, palazzo, edificio..)
– Mer : infine, è la dimora, sempre in senso fisico, del defunto (piramide, mastaba..)
Il corpo del Sovrano era, dunque, la “dimora” dello spirito di Dio: la sua incarnazione.
Egli era il tramite fra Dio e l’Uomo ed era la manifestazione della “ma’at” ossia l’ Ordine Cosmico Naturale. Era colui che esercitava il potere sugli elementi della natura ed in particolare sulle Acque, sulle Piene e sull’avvicendarsi delle Stagioni.

Le origini del concetto di Regalità Divina risalgono ai tempi preistorici.
A quell’epoca, però, che segnava la fine del Matriarcato e l’inizio del Patriarcato, quella di un Re era una vera lotta contro il tempo.
Quando il potere cominciava a mancargli, a causa di malattie o decadimento fisico, il Sovrano veniva ucciso e il suo sangue o le ceneri, venivano sparse sui terreni per favorirne la fertilità.
In verità, tale consuetudine era presente in tutte le società preistoriche e non solo in quella egizia.
Solamente in epoca storica, la cruenta usanza del sacrificio del Re fu sostituita da un rituale magico.
Consisteva, questo rituale, chiamato Festa “Sed” o Giubileo Reale, in una cerimonia attraverso cui il Re doveva recuperare le forze vitali.
Erano celebrate dopo i 30 anni di regno, ma assai spesso anche ad intervalli più ravvicinati.
La Cerimonia durava quattro o cinque giorni, durante i quali venivano innalzate cappelle alle Divinità Protettrici del Paese (la dea Cobra e la dea Avvoltoio) e il Faraone cingeva le due Corone: del Nord e del Sud del Paese.
Il rituale comprendeva offerte alle Dee e processioni, ma anche una prova di vigore da parte del Sovrano, il quale doveva procedere ad una corsa simbolica per quattro volte: i quattro punti cardinali entro cui era racchiuso il territorio del Regno.
Feste del Giubileo, in realtà, si celebrano ancora oggi: vedi la regina Elisabetta d’Inghilterra, vedi i Papi, ecc.

CARACTATUS…. Il Re della guerriglia

CARACTATO… IL RE della GUERRIGLIA!

caractacus-captured.png

!Caractatus! Il “barbaro” che anche da sconfitto “conquistò” Roma.
Tacito ne parla nel Libro XII dei suoi “ANNALI” con accenti di sincera ammirazione.
Siamo nel 51 a.C. – Galles Meridionale.
I Siluri, popolo ostile e bellicoso, sono per anni la spina nel fianco dei Romani. Comandati da re Caractato, tengono in scacco le Legioni Romane da ben nove anni, conseguendo più vittorie che sconfitte.

Fiero, ed irriducibile, non si riesce a sottometterlo né con la forza, né con le promesse. Perfettamente consapevole della inferiorità numerca del suo esercito, questo barbaro ribelle riesce a sottrarre al servaggio la sua gente tenendo in scacco l’avversario con una tecnica assolutamente sconosciuta ai Romani..
La sua strategia militare è nuova ed insolita per i Romani, abituati a fronteggiare l’avversario. Ma Caractato ha inventato un nuovo modo di combattere: la guerriglia. Non affronta il nemico a viso aperto e con tutte le forze, ma lo coglie di sorpresa con un manipolo di uomini, favorito dalla impraticabilità del territorio su cui si muove.

Per la battaglia decisiva il grande guerrigliero sceglie un territorio assai impervio, uno spazio in cui l’accesso è difficile quanto l’uscita: alle spalle ci sono ripide montagne e davanti un fiume con difficili guadi.
Dall’altra parte, i Romani spiegano la Legione di Publio Ostorio Scapola.
Dopo un combattimento violentissimo, che costerà ad Ostorio un vero massacro, i valorosi “guerriglieri” sono costretti a soccombere al valore dei Romani ed alla invincibile “Testuggine” romana.
Caractato riesce a fuggire, ma la moglie e la figlia sono fatte prigioniere. Egli, allora, cerca rifugio e protezione presso il popolo dei Briganti, ma la regina Cartimandua, appena lo ha sotto la sua tenda, cerca di sedurlo; il grande guerrigliero la respinge e la donna lo consegna ai Romani.

A Roma, il nome del principe dei Siluri é ben noto; le imprese del ribelle invincibile ed invisibile sono già leggenda e tutti attendono impazienti l’arrivo dell’uomo che per quasi dieci anni si é beffato di Roma.
Lo stesso imperatore Claudio é impaziente di incontrarlo e, come ebbe a sottolineare Tacito,
nei suoi ” Annali”, “per esaltare la propria dignità, aumentò la gloria del vinto.”
L’Imperatore organizza un vero spettacolo per il popolo di Roma durante il quale fa sfilare, legato al carro, re Caractato e la sua famiglia.
E ancora una volta, il grande “guerrigliero” mostra il suo valore. Invece di implorare clemenza, giunto sotto la tribuna imperiale, egli tiene un vibrante discorso:
“……………… Se fossi trascinato davanti a te – dice all’Imperatore – senza opporre resistenza, né la mia sorte, né la tua gloria avrebbe acquistato splendore: al mio supplizio seguirebbe l’oblio, ma se mi lasci vivere, sarò per sempre un esempio della tua clemenza.”
Caractato ha salva la vita e con lui la sua famiglia e gli altri.
Bello, affascinante, la parola facile, il principe dei Siluri non tarda a conquistare Roma ed a diventare l’ospite più desiderato dei “salotti” delle nobili matrone e la bellissima figlia, con il nome romanizzato di Claudia, viene fatta sposare ad uno dei figli del nobile Pudente.

chi volesse approfondire questa figura e soprattutto quella del figlio, il grande SEILACE.. può leggere il libro di Maria Pace
“LA DECIMA LEGIONE – Panem et Circenses”
da richiedere drettamente all’autrice scontato e con dedica personalizzata

LABORATORIO DIDATTICO…L’acqua elemento indispensabile per la vita

PROGETTO  DIDATTICO  –  LA  TUTELA DELL’AMBIENTE

con il supporto del libro storico-ambientale  L’ETA’ PERDUTA di Maria Pace

41jJ4njCGJL._SX331_BO1,204,203,200_

POLITICHE DELLE ACQUE:  garantire acqua potabile di buona  qualità e in quantità sufficiente;  soddisfare le esigenze nel settore agricolo, energetico, ecc… ;  gestire le acque in modo di ridurre gli sprechi;  non inquinare, depurare le acque.

DEPURAZIONE DELLE ACQUE

Oggi in in Italia la popolazione che dispone di acqua depurata è l’80%.  Riguardo i sistemi fognari, i controlli devono essere fatti in base al numero degli abitanti, ma anche in base agli inquinamenti derivanti da “acque di prima pioggia”. Molti comuni italiani oggi sono ancora sprovvisti di fognature tecnicamente avanzate; spesso sono mal funzionanti o addirittura mancanti.

RISPARMIO ENERGETICO DOMESTICO:

Limitare le fughe di aria calda da  finestre e balconi; abbassare la temperatura nei locali non frequentati, regolare l’impianto di riscaldamento.

RISPARMIO ENERGETICO CON GLI ELETTRODOMESTICI:

Lavatrici e lavastoviglie: temperature non troppo elevate, macchine non troppo cariche, non usare troppo detersivo.

Frigoriferi e congelatori: temperatura media del termostato, non introdurre mai cibi caldi, non lasciare gli sportelli aperti.

Forno: usare il preriscaldamento solo se necessario, usare le valvole termostatiche.

Fonti di riscaldamento: non nascondere i termosifoni dietro porte tende, copritermo; se si appoggiano ad una parete usare materiale isolante.

Illuminazione:  non concentrale le luci , ma dividerle in vari punti; tinteggiare le pareti di colori chiari.

RACCOLTA DIFFERENZIATA

Per smaltire correttamente i rifiuti occorre differenziare la raccolta  di alcuni rifiuti. Il vetro va raccolto in campane e si separa il vetro bianco da quello colorato

La carta: si possono riciclare tutti i tipi di carta eccetto quella plastificata, vetrata, unta o sporca.

Altre materie da raccogliere (per la loro pericolosità) sono le

pile usate e quali contengono piombo, nichel, cadmio,  ecc…

plastiche: vengono raccolte separate e vengono riutilizzate dopo essere state sottoposte a processi di purificazione per eliminare tappi, etichette, ecc…

Alluminio: sostanza utilizzata soprattutto per la fabbricazione di lattine. Si calcola che nel mondo se ne producono più di 125 miliardi in un anno e che se ne riciclino il 50%(in Italia poco più del 10%)-  Le lattine riciclate vengono trattate, schiacciate e portate in raffineria dove vengono fuse e ridotte in nastri laminati i quali di ottengono nuove lattine.

NOTA:  da  un metro cubo di legno si ricavano 300 kg. di pasta meccanica di legno o 150 kg. di cellulosa grigi. La cellulosa serve per fabbricare la carta . Per ottenere un kg. di carta occorrono nuova occorrono 4 kw/h di energia, per ottenere lo stesso quantitativo con carta riciclata occorrono 1.50 kw/h.

COMPOSTAGGIO DOMESTICO

E’ il modo eccellente di tutelare l’ambiente, ma anche un risparmio economico perché consiste nel trasformare  gli avanzi in concime per fiori e piante.

La raccolta consiste in: avanzi da usare: avanzi di cucina (verdura, bucce, fondi di caffè, gusci di uova, ecc…  erba falciata, foglie, rametti; carta e cartone (non lucidi nè plastificati); trucioli, segatura, ecc.

Avanzi di cui non abusare: resti di carne e pesce, cibi cotti, ecc.

Avanzi da evitare: contenitori di vernici, legno verniciato,olii vegetali e minerali, plastica,

La miscela deve essere fatta con cura in modo da ottenere una massa omogenea, nè troppo umida, né troppo asciutta. Il luogo e il contenitore della miscela devono essere: accessibile, vicino ad una fonte idrica, separati da una siepe o da un albero. La miscela deve essere rivoltata periodicamente e la temperatura, che  non deve superare mai i 65°, deve essere continuamente controllata. Il composto così ottenuto, dopo essere stato depurato delle parti più grossolane,  è finalmente pronto all’uso.

“Tra i ghiacci del Polo” brano tratto da “L’ETA’ PERDUTA”

41jJ4njCGJL._SX331_BO1,204,203,200_

NARRATIVA PER  RAGAZZI

brano tratto dal libro storico-ambientale  servito da supporto per LABORATORI DIDATTICI

………………

Intanto quel ghiaccio cominciava a sciogliersi in fresche, rilucenti goccioline, ma Dario non   aveva intenzione di darsi per vinto: non era un visionario. Aveva visto perfettamente le ciglia del cane sollevarsi e richiudersi… in verità, gli era anche parso di avergli visto gonfiare il petto… impercettibilmente… Certo, a riflettere sulla cosa… non era possibile, no, che il cane fosse vivo.Sorrise di sé e della propria ostinazione… Eppure sapeva di potersi fidare   del proprio   equilibrio emotivo… le sirti insidiose dell’immaginazione non erano mai riuscite a confondere il suo raziocinio. E neppure stava facendosi suggestionare, come diceva Simone… forse… forse una sensazione dettata dall’emozione, che non gli aveva dato il tempo necessario per… Ma no!… Non era così!… Il cane aveva aperto nuovamente gli occhi.

“No! No!… Accidenti! – urlò con tutto il fiato – L’ho visto ancora. L’ho visto!… Ha sbattuto le palpebre…” e di nuovo la sua mano cercò il pelo raccolto in fasci e sterpi gelati.

“Stai sognando…Ah.ah.ah! – rise Franco – Tutto questo ha eccitato la tua fantasia di boy-scout, lupetto… Devi aver sognato e… Nooooo! – e un urlo uscì anche dalla gola di Franco – Questo cane è davvero vivo.”

Il cane aveva mosso ancora le palpebre e d’intorno non fu che un grido: “Questo cane è vivo!”

Da lontano, due   orsi correvano tra i ghiacci   saltellando da un banco all’altro; erano appena comparsi da dietro un masso e stavano scuotendosi di dosso un lieve manto di neve gelata. Perfettamente mimetizzati con l’ambiente, non era facile seguirne le acrobatiche evoluzioni.

“Ed ora… che cosa facciamo?” Liliana e Simone si scambiarono un’occhiata.

“Rimuoverlo con molta precauzione.- suggerì Dario -Il ghiaccio si sta sciogliendo.”

“Già!… Bisogna trasportarlo subito al campo.”

“Ma come possiamo soccorrerlo? – interloquì Franco – Nessuno di noi è in grado di farlo.”

“Chiederemo istruzioni via radio.- rispose Simone – Bisognerà aspettare i ragazzi del gommone… ma perché ritardano tanto? Dovrebbero essere già qui.”

L’esclamazione soffocata proveniente da poppa della barca e la scomposta agitazione di uno dei tecnici che cercava di attirare l’attenzione degli altri, interruppe il ragazzo.

“E’ vivo! – stava urlando – Questo ragazzo è vivo!” e la gelata atmosfera si elettrizzò. Si incendiò.

Si precipitarono tutti nella stessa direzione e tutti scompostamente si chinarono a guardare sul fondo della barca il ragazzo che vi giaceva accocolato assieme agli altri.

Era molto giovane. Quindici o sedici anni. Vestiva anch’egli con pelli e pellicce; strisce di cuoio stringevano attorno alle gambe ed ai piedi un pezzo di pelliccia a mò di stivale. Le mani erano protette da guanti e il capo da un cappuccio; una ciocca spuntava da sotto il copricapo, bionda come le sopracciglia e le ciglia.

Simone gli toccò il capo, gli sollevò leggermente il mento e il contatto produsse un lievissimo scricchiolio.

“E’ completamente gelato.” osservò.

“Vi dico che ha mosso un braccio ed ha scricchiolato.” insisteva l’altro.

“Non è possibile! Guardatelo… Sembra dormire!”

Sembrava davvero addormentato: gli occhi chiusi e le ciglia serrate, il volto adolescente, bruno per esposizione al sole e una manciata di efelidi. Il naso appuntito divideva due occhi ben distanziati e dal taglio occidentale, che due folte sopracciglia di un biondo scuro separavano da una fronte spaziosa. La mascella era nascosta dai lembi del cappuccio che venivano ad annodarsi sul mento.  (continua)

si può richiedere il libro con dedica personalizzata direttsmente a   mariapace2010@gmail.com

LABORATORIO DIDATTICO – Acqua elemento indispensabile per la vita

7_a_late_afternoon_meal_at_an_encampment_cairo_arabian_orientalist_charles-theodore_frere-copia

PROGETTO  DIDATTICO  –  DESERTIFICAZIONE

con il supporto del libro storico-ecologico   “L’ETA’ PERDUTA”  di  Maria Pace

 

E un fenomeno strettamente legato alla deforestazione. Deserto vuol dire mancanza di acqua.

Anche in territori ricchi di vegetazione come l’Amazzonia, la mancanza di acqua può provocare un degrado del suolo e l’azione del sole può distruggere l’humus  della superficie del suolo. Spesso la causa della desertificazione di un Paese è  opera di un altro Paese… un Paese più ricco che ne sfrutta in modo scriteriato le ricchezze del suolo.

Nel deserto, il livello delle precipitazioni è inferiore ai 200 mm all’anno, ma ci sono regioni in cui non piove anche per  5 o 6 anni. La mancanza di pioggia spiega l’aridità di un deserto e la non presenza di umidità, la quale fa da filtro;  senza questo filtro, le escursioni termiche (differenza tra temperatura diurna e notturna) sono molto elevate.

EFFETTI SULLA DESERTIFICAZIONE

La vita nel deserto è molto dura ed è la presenza o la mancanza d’acqua  a determinare la vita o la morte.   Pozzi ed oasi sono limitati non  perché nel deserto non è possibile coltivare, ma perché richiamare in superficie le acque sotterranee è molto costoso.

L’invivibilità nel deserto è l’effetto più evidente.  Il clima desertico, infatti, è il più ostile che si possa immaginare.41jJ4njCGJL._SX331_BO1,204,203,200_