S.O.S… dalla TERRA

IMG_1079 - Copia

C’erano molti messaggi in attesa sul tavolo di Anne, ma quello di Richard era il più importante e Brian lo lesse attentamente poi lo commentò con la segretaria; più tardi annotava su un taccuino:

“Le armi stanno diventando il linguaggio  universale della diplomazia mondiale – da quasi dieci anni, Brian teneva un diario molto dettagliato di note e riflessioni  personali sulla situazione politica e diplomatica mondiale – Il mercato delle armi – continuò ad annotare – si sta trasformando in una vera minaccia alla pace…” sollevò il capo per guardare l’ora e lo sguardo cadde sulla fotografia accanto al telefono: uno giovane sui venti anni in divisa da marine. Era suo figlio Mac, morto durante una esercitazione militare.

“Assomiglia un po’ a Richard.” disse.

Lo diceva sempre, ogni volta che si soffermava a guardare quel volto, il ché, praticamente avveniva ogni giorno. Mac avrebbe avuto l’età di Richard se fosse stato vivo.


Attraversato il ponte del Qeensboro, la cui grata di ferro produceva un cupo rimbombo, Richard si portò verso la 48° Street. Trovò Brian che stava radendosi: la barba gli cresceva così rapidamente da costringerlo a radersi due volte al giorno.

“Salve.”  il  giovane si affacciò sulla porta senza farsi annunciare.

“Richard! – Brian posò il rasoio e gli andò incontro  – Fatto buon viaggio?…Come stai. Racconta.”

<Richard increspò la fronte.

“Sto bene!- rispose – Ma sono stanco. Sono qui solo per un saluto. Farò rapporto domani:”

“Va bene. Ma lascia che ti dica che hai fatto un ottimo lavoro a Budapest. I giornali di tutti i Paesi ne parlano:::  Ma… niente paura… eh.eh…- rise all’espressione contrariata comparsa sul volto del giovane – Nessuno ti darà medaglie o decorazioni, anche se…”

“Via! Ho solo tolto dalla circolazione un paio di missili… ma per due che vanno, quanti scendono in strada? Dai un’occhiata a quella cartina.”  indicò la mappa appesa al muro. I Pesi della Terra in conflitto fra guerre antiche e nuove.  Lui era stato mandato in almeno due terzi dei Paesi indicati su quella cartina ed era interessante notare come i rapporti dei suoi superiori su quelle missioni fossero sempre gli stessi: elogi al coraggio ed alla determinazione ed appunti alla disciplina.

Quando Brian lo aveva conosciuto, Richard era al primo anno di Università, Fin da allora l’interesse per l’aspetto sperimentale della ricerca era vivo in lui. Ma anche in quel campo Richard era un “battitore libero”; le sue ricerche e i suoi lavori erano frutto di applicazioni individuali o della collaborazione di qualche amico appassionato ed idealista quanto lui che considerasse la Scienza uno strumento di progresso sociale.

Anne bussò alla porta.

“Sharon.” disse soltanto e si ritirò.

“Devo chiederti un favore personale.”

Brian si schiarì la voce

“Dimmi.”

“Sharon… è una ragazza molto carina e simpatica, vedrai. E’ arrivata a Boston questo pomeriggio.E’ la figlia di un caro amico, rimasto vittima durante  un incidente aereo… io mi son preso cura dei suoi  ragazzi.”

“Capisco.”

Lasciarono l’ufficio.

“Joe, suo fratello, lavora in Amazzonia presso una missione italiana ma da diverse settimane non dà notizie di sè. Sharon è decisa a partire per il Brasile. Non sono riuscito a dissuaderla.”

“Ho capito! Vuoi che l’accompagni laggiù… Non è così?”

“Già! Prima però devo organizzare la cosa…” avevano intanto raggiunto il  salottino privato e trovarono ad attenderli Anne ed una ragazza in jeans e berretto.

La ragazza si voltò e la prima cosa che colpì Richard nel guardarla, furono due straordinari laghetti azzurri, poi l’abbigliamento, di almeno due taglie in più, in cui pareva essersi nascosta. (continua)

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