LABORATORIO DIDATTICO – Inquinamento dello Spazio

PROGETTO  DIDATTICO  sulle problematiche ambientali con il supporto del  testo storico-ambientale  “L’ETA’ PERDUTA ” di Maria Pace

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INQUINAMENTO SPAZIALE

l’uomo ha collocato nella spazio (e nei fondali marini)  circa 17.00 ordigni e continua a lanciare nella spazio satelliti artificiale di ogni dimensione e per ogni uso. Negli ultimi anni ne ha costantemente  inviati nello spazio più di 175 all’anno.

Bisogna fare una piccola distinzione:  alcuni sono stati lanciati entro i 5000 chilometri e sono i radar, altri superano i 5000, chilometri  e sono i sistemi attici ( di questi ultimi ad una recente statistica ne sono stati  individuati  oltre 10 mila).  Se si considera che ognuno di questi ordigni è radioattivo, scopriamo di avere  sulla testa una vera coperta radioattiva.

Di questi oggetti, il 5% sono attivi e il 95% sono rottami. Questi rottami sono  il risultato di errate manovre di lancio, deterioramento e frammentazione per perdite di componenti, ecc… Poichè nello spazio ci sono stazioni spaziali abitate o in costruzione, la presenza di questi frammenti rappresenta un ulteriore pericolo anche per loro.

I satelliti viaggiano ad una velocità media di 500 chilometri, quelli di tele-rilevamento, 800 chilometri quelli per la previsione del tempo, 1000 chilometri quelli per la navigazione. Notiamo, perciò che  hanno a disposizione un grande spazio in cui rilasciare rottami.

Per la conformazione dell’atmosfera,  un satellite che si trovi a 1000 chilometri di altezza impiega 1200 anni per scendere fino a 500 chilometri e ulteriori 14 anni per scendere fino a 3 chilometri dalla terra.

Nota: un proiettile viaggia a circa 36000 chilometri l’ora.

RADIOATTIVITA’  nello SPAZIO

Soltanto I satelliti Kosmos, dal loro primo lancio avvenuto nel 1967, hanno immesso nello spazio quasi 2300 chilogrammi di uranio 235, che è il più micidiale. Se consideriamo i lanci americani, quelli europei e tutti gli altri,  scopriamo che è davvero una grande quantità di uranio  che ci minaccia dallo spazio. Anche se il satellite dopo l’uso viene parcheggiato in orbita oltre i 1000 chilometri dalla terra e che l’uranio 235 si converte nei suoi derivati (cioè,  si decompone) si tratta pur sempre di uranio. Negli ultimi anni è stato deciso di immagazzinare reattori e rottamo fuori uso e lanciarli con un veicolo  verso il sole.

 

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