LANORATORIO DIDATTICO – L’EVOLUZIONE dell’ UOMO

PROGETTO DIDATTICO  sulla EVOLUZIONE dell’UOMO  con il supporto del  testo storico-ambientale  “L’ETA’  PERDUTA”  di MARIA  PACE

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Come è avvenuta l’evoluzione biologica dell’uomo nel corso dalla sua comparsa sul pianeta ad oggi? Quali sono state le tappe. Con quali risultati?

Certamente hanno contribuito molto le condizioni ambientali e le necessità quotidiane che sono sempre state alla base di questo suo percorso.

Innanzitutto qual è il concetto di Evoluzione e quali sono le tappe che in questo percorso lo hanno favorito. Certamente la scoperta del fuoco, l’organizzazione sociale, (soprattutto  per la caccia), l’allevamento, la fabbricazione di utensili, ecc.

Le tappe che hanno condotto all’uomo attuale possono riassumersi così:  Preominide –  Australopiteco – Homo Habilis – Homo Erectus -Homo di Neanderthal e suoi contemporanei -Homo sapiens; quest’ultimo, del Paleolitico superiore rappresenta la forma umana moderna,

Come in tutte le ricerche e studi, ma soprattutto in questa ricerca, i pareri possono anche non essere del tutto concordi. Ad esempio, circa l’albero evolutivo, benchè tutti lo facciano partire da una stessa data e cioè 4 milioni di anni fa,  dall’australopiteco,  non sono concordi circa l’albero genealogico.  Le Teorie sono due: quella di Johanson  e quella di Leakey.

Secondo la prima, si parte dall’Australopiteco Aforensis e si giunge, 3 millioni di anni fa all’Austalopiteco Africano il quale continuerò ad evolversi, 2 milioni di anni fa, nell’Australopiteco Robustus e qui si arresterà.   Secondo questa teoria, sempre partendo dall’Australopiteco aforensis, un altro ramo si  evolverà fino a raggiungere 2 milioni di anni fa l’Homo Habilys e dopo  un altro milione di anni circa, nell’Homo Erectus fino a raggiungere l’Homo Sapiens.

La seconda teoria sostiene invece che la partenza non fu la stessa, anche se stessa fu la data: 4 milioni di anni fa.   Dall’Australopiteco Aforensis si giunse all’Australopiteco Africano e poi al Robustus. Non dall’Australopiteco, ma da un altro ramo  si svilupparono  invece  l’Homo Abilys – l’Erectus – il Sapiens. Nessuna base comune, dunque, fra l’Habilys e l’Australopiteco.

Di certo c’è solo che la separazione tra la linea evolutiva dell’uomo e quella della scimmia, avvenuta in Africa, risale a più  di 9 milioni di anni e che il Ramapithecus non è un Pre-ominide, ma solo  una tappa nell’evoluzione dell’orango.

“Primo uomo”, invece, può essere considerato l’Homo Habilys, due milioni di anni fa, in grado di fabbricare schegge di selce; le sue ossa, trovate in Tanzania,  hanno , però, ancora forma molto scimmiesca.

Sarà l’Homo Erectus, circa un milione e mezzo di anni fa, che,  spostandosi dall’Africa, popolerà le aree dell’Europa, dell’Asia, ecc.

Si è sempre pensato che l’uomo sia arrivato in America 40.000  o 50.000 anni fa, invece, sono state trovate sue tracce in Brasile risalenti a 300 mila anni fa e ed erano ad uno stadio evolutivo corrispondente a quelle dell’Homo Erectus.

Quanto all’uomo di Neanderthal, si tratta di una forma sviluppatasi esclusivamente in Europa; si  estinse tra i 35 e i 30 mila anni fa proprio quando arrivavano dal Medio Oriente in Europa migrazioni di uomini evoluti come l’uomo moderno.

Le origini dell’uomo moderno è sempre stata materia di dibattito e  si continua a discutere. Secondo gli ultimi studi e accertamenti,  l’uomo moderno deriverebbe da un unico ceppo sviluppatosi in Africa circa 200 mila anni fa, che in seguito ad espansioni, è arrivato  in Europa, invadendo territori e sostituendo la popolazione autoctona già presente.

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