SORELLE AMICHE PER SEMPRE di Alessandra ANGELO-COMNENO … INCIPIT

 Capitolo 1

Essendo nata di gennaio (mia madre diceva che per questo motivo ero la prima a capire che la primavera non era poi così lontana e forse aveva proprio ragione) sarei dovuta andare alla scuola elementare a sei anni e mezzo, ma poiché ero molto curiosa, svelta ad apprendere, (almeno così dicevano i miei) e, ritenendo che sarebbe stato tempo sprecato lasciarmi ancora a casa, fui iscritta un anno prima. Il mio sgomento fu enorme perché non ero affatto convinta che la scuola mi sarebbe piaciuta A casa c’erano tante cose interessanti da fare ed è per questo che non c’era stato verso di mandarmi all’asilo, chiamato poi, qualche anno dopo, dalle Istituzioni, scuola materna. La mattina, appena sveglia e dopo che papà si chiudeva in bagno, mi infilavo per una decina di minuti nel lettone, sprofondata nel caldo ed abbondante petto di mia madre. Lì, ci sarei voluta restare per sempre…Poi c’erano la colazione con latte e caffè d’orzo, preparato da mio nonno nel piccolo pentolino di alluminio con il manichetto un po’sbeccato, ed i biscotti imburrati. Mamma cercava di spiegarmi come fare a spalmare il burro, forse ancora un po’ troppo duro, sui biscotti senza romperli, ma io proprio non ci riuscivo. I biscotti, piccoli e rettangolari, erano otto ed io li mangiavo accoppiandoli formando con essi minuscoli panini. Più tardi il mercato, quando mia madre doveva fare rifornimento ed io che l’accompagnavo, mi divertivo tanto. Allora, c’erano i i contadini, che mia nonna chiamava vignaroli, che dalla campagna portavano la loro verdura e qualche volta conigli e uova. Questi esponevano la loro mercanzia, che non era mai tanta però, in un angolo a parte del mercato. Così, se si voleva comprare da loro, si sapeva sempre dove trovarli. Poi c’era la signora Anna che vignarola non era, ma che andava ai mercati generali a rifornirsi di frutta che poi mamma comprava. La signora Anna era ancora giovane ed aveva sempre un bambino in carrozzina ed uno in pancia. Alla fine i bambini furono nove, tutti fortunatamente in buona salute e qualche volta io giocavo con alcuni di loro quando mamma sceglieva attenta la frutta. Mamma riusciva sempre ad ottenere le cose migliori ed anche un po’ di sconto. Poi il marito e più tardi i figli che mano a mano crescevano ci portavano tutto quel ben di Dio, come diceva nonna, a casa e lì altro lavoro per mettere a posto. “Vedi Alessandra, se si lasciano le cose nelle loro buste di carta si conservano meglio!”, ed io vicino a lei, a catturare con gli occhi ogni suo gesto… Mia madre si dedicava, subito dopo, alla

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