I FENICI – Il sacrificio dei fanciulli

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Tophet, o “luogo di ardenza” in lingua ebraica. Così vennero chiamati nella Bibbia quei campi pieni di urne contenenti resti cremati umani… di fanciulli, per la precisione. Fanciulli in tenerà età. Fanciulli sacrificati. A Cartagine ed in numerose zone del Mediterraneo, dove i Fenici avevano fissato la loro residenza . Sacrifici umani. I Fenici sono stati accusati di praticare culti con sacrifici umani. In realtà, i sacrifici umani erano praticati fin dall’antichità,  presso tutte le culture, ma erano rari e condannati.

E’ soprattutto dalla Bibbia che arriva questa accusa e da alcuni storici classici. Alcuni. Non tutti. Alcuni come Diodoro Siculo, storico greco o anche Plutarco. Si legge nella Bibbia:

“Hanno costruito gli alti luoghi di Tofet, nella valle di Ben Hinnom, per bruciare i loro figli e le loro figlie” (Geremia 7:31)

e ancora:

“Vi hanno edificato gli alti luoghi di Baal, per bruciare a lui i loro figli in olocausto” (Geremia 19:5))

Ed ecco cosa racconta Diodoro Siculo:

“C’era una statua di Cronos in bronzo, dalle mani stese con le palme in alto e inclinate verso il suolo, in modo che il bambino posto su esse rotolava e cadeva in una fossa piena di fuoco”

Racconta di un costume dei Fenici e in particolare dei Cartaginesi, di sacrificare i propri figli ad un Dio identificato con Cronos, il Dio greco, padre di Giove. Non ne parlano, invece, altri storici, come Erodoto, Tacito, Livio.

Molti storici di oggi, avanzano invece una nuova ipotesi, che fosse solo una fantasia per screditare un popolo. Una leggenda infamante, dunque, per screditare un nemico   ed avversario ed i Fenici erano avversari dei Romani e irriducibili nemici del popolo degli Ibrihim (gli Ebrei) Un nemico si può vincere anche con la propaganda negativa. E che cosa c’è di più negativo?… che cosa può suscitare maggior orrore di un popolo che sacrifica i propri figli ad una divinità sanguinaria per avere in cambio prosperità e benessere ?

E allora, i Fenici sacrificavano oppure no i propri figli a Divinità così assetate di sangue? Quando si scoprirono questi tophet, in cui si trovarono ceneri appartenenti a bambini, si credette di aver trovato le prove dei sacrifici riportati nella Bibbia.

Ci sono argomenti a discolpa di questo popolo ritenuto colpevole di una pratica così orrenda?   Direi di sì! Innanzitutto la leggerezza di molti archeologi e studiosi nell’ accettare teorie (quelle di Diodoro Siculo e Plutarco) senza cercare prove circostanziate.

La voce più autorevole, ma per molto tempo   inascoltata, nel discolpare i Fenici   da questa orrenda accusa, è stata quella di Sabatino Moscato il quale ha spiegato alcune incongruenza.

La stratificazione delle ceneri, ad esempio, che è certamente troppo elevata. Significa che i sacrifici erano numerosi.   Si sa con certezza, però che la mortalità infantile, all’epoca, era assai elevata. Eppure, non si sono trovate tombe di questi bambini morti per malattie o altre cause. Dove venivano sepolti? Che cosa ne è stato di quei numerosi, piccoli cadaveri? Dall’analisi delle ceneri dei Tophet è risultato che l’età di quei bambini va dalla nascita … o addirittura dallo stato fetale, fino ai quattro,cinque anni.

Questo porta ad una considerazione: tra l’elevato numero di morti naturali e l’elevata frequenza dei sacrifici, il popolo di Cartagine si sarebbe avviato verso  una veloce estinzione. Ma così non è stato!

“Passati per il fuoco” si legge nella Bibbia. Un termine… un verbo che letteralmente significa “passare tra le fiamme” e che secondo archeologi e studiosi, si riferisce ad un rito comune a molte culture europee. Per i Cartaginesi, probabilmente, era una pratica di guarigione, ma poteva essere anche di iniziazione. Era l’atto di attraversare un breve percorso tra due ali di fuoco, durante la Cerimonia di iniziazione per entrare in società, che,   presso quel popolo concideva proprio con i quattro o cinque anni.

Lo stesso equivoco sorto con il Cristianesimo a proposito del rito della Messa e del “corpo e sangue” di Cristo.

La teoria più accredita, dunque, è che quei   Tophet non fossero luoghi di sacrifici, ma aree sacre di sepoltura per bambini morti per cause naturali, malattie o altro, regolamente cremati ed offerti agli Dei.

A quali Dei.

Molok è il primo nome che incontriamo nelle pagine della Bibbia. Molok, si legge, era, per i cananei, una Divinità a cui si tributavano sacrifici umani e in particolare di bimbi sgozzati e gettati tra le fiamme. Proprio come racconta Diodoro Siculo. Successivamente, con lo stesso termine si indicò invece solamente il rito del sacrificio.

A chi erano votati questi Tophet? A Baal Hammon ed a   Tanit, Divinità associate ai rituali della fertilità, per cui si suppone che questi bimbi morti… e non sscrificati, siano staticremti e posti sotto la protezione di queste due Divinità.  Protezione divin e non sacrificio.

La diffamazione”, però, nei confronti del popolo fenicio si è trascinata per secoli e millenni arrivando fino a noi e generando confusione e disinformazione.

Sappiamo bene che il sacrificio umano è stato una pratica diffusa in tutte le epoche antiche e presso tutte le culture. Lo testimoniano nella Bibbia episodi come quello di Isacco o della figlia di Iefte; lo testimonia il rituale Zed  degli Antichi Egizi, ecc…   per cui è lecito supporre che sia stato praticato anche dai Fenici.  Certamente è stato così,  però, non con una frequenza superiore a quella degli altri popoli.

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