INTERVISTA rilasciata a Maria Pace dalla scrittrice Amira Armat

12651081_132126427170982_998672029114509950_n

 

1) Innanzitutto ci dica qualcosa di lei. Chi è Amira Armat?

Sono una persona normale che ha vissuto diverse esperienze. A un certo punto della mia vita sono stata attratta dall’antico Egitto. Alcuni fatti strani e misteriosi hanno condizionato pesantemente la mia vita. Sono stata varie volte in Egitto alla ricerca di alcune spiegazioni e per soddisfare il desiderio sempre più crescente di conoscenza della civiltà Egizia, con particolare riferimento alla XVIII dinastia. Sentivo dentro di me un forte legame con Thutmose III e i fatti che mi son capitati hanno confermato questo mio particolare legame.

2)  Quella della scrittura è una passione che ha sempre avuto o che sta coltivando solo da qualche tempo?

La passione per la scrittura è nata dal desiderio di annotare i fatti salienti della mia vita, annotazioni che poco alla volta ho trasformato in un racconto lungo e completo.

3) Come nasce l’idea di un libro?

Come detto, il mio libro sull’Egitto nasce dal desiderio di sistemare i fatti salienti dei miei vari viaggi in Egitto. Man mano che scrivevo mi rendevo conto che certe risposte alle molte domande non erano alla mia portata, per cui mi sembrava indispensabile cercare il coinvolgimento di altre persone, che potrebbero aver vissuto esperienze simile a quelle da me vissute.

4)  Ci parlo un po’ del suo libro

Non c’è molto altro da aggiungere, tranne che i periodi da me trascorsi in Egitto, mi hanno dato modo di entrare in contatto con molte persone, anche importanti, e di conoscere la vita degli egiziani di tutte le età, cosa che mi ha confermato, che, malgrado tutti, si tratta di un grande popolo, degno della gloria dei loro antenati.

5)  Vuol parlarci un po’ di  eventuali Premi e Riconoscimenti attribuiti al su libro?

Per il momento non ho pubblicato il libro in formato cartaceo e la pubblicazione in formato elettronico è solamente agli inizi. Mi sembra che stia riscuotendo un notevole interesse, ma è ancora presto per parlare di successi.

6) A quale genere letterario appartiene il suo libro?

Da quanto detto si capisce che si tratta di un diario

7)  Quali sono i generi letterari che lei preferisce?

Sono particolarmente interessata ai libri scientifici e divulgativi, con un particolare riguardo verso i libri di archeologia e egittologia.

8)  Quali sono secondo lei gli ingredienti necessari per un buon libro?

Non credo di essere un’esperta di editoria, ma penso che un libro debba coinvolgere i lettori, facendo vivere le proprie esperienze e/o quelle dei protagonisti.

9)  Ci parli un po’ del suo libro

Capitolo 21 – Il Museo di Luxor

Passai tutto il muro delle talatat di Akhenaton (sono dei pezzi di muro affrescato diventati macerie, che sono state trovate all’interno di un pilone del tempio come materiale di riempimento, dopo che si volle cancellare la memoria del faraone eretico).
Mi incuriosirono due scalette nere dipinte sul lato destro in basso e mi avvicinai per capire meglio dove portassero. Improvvisamente mi sentii aggredire da quella che io chiamo energia, di una tale intensità da farmi male (dico male ma non è dolore è una cosa intensissima), non sapevo cosa fare, mi sentivo scoppiare, avrei voluto farla uscire ma quando lo faccio devo contrarmi tutta e non potevo, c’era gente, mi guardai attorno smarrita, poi mi appoggiai a un muretto con sopra una scultura e facendo finta di leggere la guida aspettai che mi passasse. Era da quella mattina al Cairo che non mi veniva così forte, mi ci volle un bel po’ per riprendermi. Poi mi venne in mente che avevo in borsa una bussola, l’avevo portata perché in un paese sconosciuto se mi fossi persa mi sarebbe servita. Avevo sentito in un documentario che i faraoni quando dovevano costruire un tempio cercavano il luogo più adatto servendosi di un ago magnetico sospeso in una bacinella d’acqua e una volta trovata la zona magnetica cominciavano a costruire li il Sancta Sanctorum e poi attorno via via tutto il tempio. Li appunto i faraoni andavano a pregare, fare offerte e a caricarsi di quella forza magnetica e di quel carisma che era la loro prerogativa e li distingueva sicché avessero predominio sugli altri. Misi la bussola aperta nella borsa con i manici scostati in modo da vederla solamente io e tornai verso il muro dove erano le scalette nere. Con mia grande emozione vidi l’ago impazzire letteralmente, andare da una parte poi dall’altra senza fermarsi, mi allontanai e si posizionò correttamente, ritornai sul posto e ricominciò a impazzire, girai per tutto il Museo con la bussola sott’occhio ma non accadde da nessun’altra parte. Evidentemente li c’era un campo magnetico.

10)  Quali progetti ha per il futuro?

Non ho grandi progetti per il futuro. Spero di poter seguire le mie care nipotine, una delle quali ha già prenotato tutti i miei libri e mi ha detto che si vuol interessare dell’archeologia mondiale.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...