“LE LETTURE del Martedì e del Venerdì… Anna e Maria”

 

“LA  FOTO  della  SPOSA”  di  Maria Pace

IMG_1079 - Copia

Lo studio fotografico di moda è sempre un posto affascinante e un po’ misterioso: splendide ragazze, aitanti giovanotti, lunatici artisti, profumi esotici. E’ un posto dove qualunque ragazza vorrebbe entrare una volta almeno nella vita per vedersi trasformare da anatroccolo in cigno. Miracoli di questo genere, in verità, non sono rari, mani esperte di massaggiatori, fantasie di visagisti, lampi geniali di stilisti e Cenerentola si trasforma in principessa.
Col pennello fotografico, per l’appunto.

L’atmosfera di quell’appartamento al terzo piano, con le tendine fiorate alle finestre, un telo dal colore pastello su una parete e un numero imprecisato di lampade, era davvero un po’ magica e misteriosa.
C’erano un paio di modelle, unghia laccate di rosso, labbra color fuoco quasi incandescenti e occhi bistrati ed ammiccanti. Erano ragazze piene di fascino e brio, sicure di sé; abituate ad essere coccolate, vezzeggiate e perfino idolatrate. Alte e flessuose come giunchi, indossavano costumi da bagno dalle linee audaci e sexy. A due o ad un solo pezzo, come comandava l’ultima moda.
Il fotografo, un ragazzo zazzeruto, in maglietta e jeans, imbracciava una potente macchina fotografica per professionisti; si inginocchiava, si alzava, si sdraiava, si rotolava per poter riprendere le ragazze in tutte le pose possibili.
“Su, tesoro! – le incitava – Sei bellissima! Brava! Così! Ed ora una sferzata di rosso… rosso tentatore come le tue labbra… come quel copricostume rosso lacca su quel bikini bianco e nero… Sei irresistibile, tesoro. Irresistibile!”
La modella, ubbidiente e docile, la pazienza è fondamentale in questo lavoro, “caricata” da quegli aggettivi, infilava accappatoi e costumi e di nuovo mille pose, mille gesti, mille sguardi e mille sorrisi, per poi sceglierne solo due o tre.
Intanto l’altra modella era pronta per iniziare; anche per lei le stesse parole:
“Sei splendida, piccola!”

Il fotografo scattò la prima foto.
“Sei graffiante e provocante. E’ la tua estate e la vuoi vivere strabiliando la gente…Ci riuscirai. Brava! Ed ora scopri la spalla. Lentamente… lentamente… ho detto lentamente… maliziosamente! Brava! Sei bellissima e sexy…”
E la ragazza, tra sorrisi ed ammiccamenti, in piedi, seduta o sdraiata, si lasciava riprendere con docilità. Poi di nuovo l’altra modella, poi insieme e così in avanti.
Ogni tanto una pausa per aggiustare un ricciolo, portare all’obbedienza una ciocca ribelle, rifare il trucco, prendere un caffè o un succo di frutta e poi di nuovo. Per ore. Ad un ritmo massacrante. Fino alla fine del servizio.

 

 


“ZOMBI”  di  ANNA CARUSO

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Molti anni prima

 Erano finalmente sul treno verso Milano. Avevano recuperato i soldi senza altri intoppi fortunatamente.

Filomena era seduta accanto a Luca, con la testa appoggiata sulla sua spalla e rigirava fra le dita della mano il ciondolo che portava sempre al collo. Intanto, guardava la campagna scorrere sotto i suoi occhi.

“ Temevo che volessi vendere la tua collana per contribuire alle spese del viaggio! “ le sussurrò Luca all’orecchio.

“ Non potrei mai e poi mai farlo! È troppo importante per me, lo sai! “ rispose lei scuotendo la testa debolmente.

Era una semplice collanina d’oro con una medaglietta della madonna: gliel’aveva regalata sua madre il giorno delle nozze.

In verità Luca non sapeva proprio tutto, lei gli aveva solo detto che era stata obbligata a sposare Federico, non aveva raccontato tutta la storia, non ce l’aveva fatta. Ci aveva provato, ma le parole si erano fermate in gola come un pesante macigno, aveva paura che lui non capisse, che la giudicasse in qualche modo, che giudicasse i suoi genitori soprattutto.

Lui aveva letto nei suoi occhi la paura nel parlargli di quella parte della sua vita. Eppure si era costruita tutto un discorso, l’aveva ripetuto un miliardo di volte a mente, credeva di essere pronta, ma quando si era ritrovata davanti a lui, con i suoi occhi che la fissavano non ci era riuscita, si era sentita così piccola e spaventata.

Lui aveva preso una delle sue mani fra le sue e aveva detto dolcemente: “ Non fa niente, se non te la senti non fa niente davvero, non voglio obbligarti, mi racconterai tutta la verità, quando sarai pronta! “.

L’aveva abbracciato subito dopo, si stava mettendo a piangere, lui l’aveva percepito, le aveva accarezzato i capelli e la schiena nella speranza di tranquillizzarla. Si era gettata letteralmente fra le sue braccia perché era l’unico posto in cui si sentiva completamente al sicuro, come in una piccola fortezza.

Si era sentita un po’ in colpa nei suoi confronti quel giorno perchè lui si era aperto molto più di lei, le aveva raccontato molte più cose della sua famiglia di quanto avesse fatto lei.

Ad un certo punto prese una decisione repentina: “ Adesso o mai più “ pensò.

Sì alzò dal sedile: erano in uno di quegli scompartimenti vecchio stampo, con sei posti e la porticina per avere un po’ di privacy, tipo cuccetta, e forse lo era. Chiuse la porta.

“ Ti devo parlare di una cosa importante! “ annunciò andandosi a sedere di fronte a lui.

“ Va bene! “ rispose Luca, un po’ titubante.

La frase “ Ti devo parlare “ metteva sempre un po’ d’ansia anche a lei, di solito non preannunciava mai niente di buono.

“ Non preoccuparti, ti devo solo dire una cosa o meglio spiegarti qualcosa! “ disse cercando di tranquillizzarlo.

“ Da come l’ hai annunciata, non deve essere una cosa tanto piacevole francamente! “ le fece notare lui.

“ Per me più che altro! Ti ricordi che quando tu mi hai chiesto perché avessi sposato Federico, io ti ho solamente risposto che in qualche modo sono stata obbligata, ma non mi sono sentita di spiegarti il perchè? “

“ Sì ricordo, ma non fa niente Filomena, non devi sentirti obbligata a darmi delle spiegazioni se non vuoi! “

“ Non mi sento obbligata, voglio dartele perché mi sembra giusto e perché non voglio che ci siano segreti tra noi! “

“ Va bene! “

“ Mi devi promettere che non mi interromperai, perché io ho tutto un discorso in mente, ma se tu parli si sfalderà! “

“ Ok, te lo prometto! “ disse lui guardandola negli occhi.

Filomena trasse un profondo sospirò, cercò di mettersi comoda sul sedile, distolse gli occhi da Luca e si mise a guardare fuori: non se la sentiva di vedere le sue reazioni, mentre raccontava l’intera vicenda.

“ Prima di tutto voglio assicurarti che io non provo nessun rancore verso i miei genitori, non incolpo loro, non ebbero scelta e in verità fui io a convincerli che sposarmi con Federico sarebbe stata la soluzione migliore. Sapevamo, in verità, che non c’erano altre possibilità e io non volevo fargli pesare ancora di più quella situazione e farli sentire in colpa più di quanto già si sentissero! “ incominciò a raccontare Filomena rompendo il silenzio.


 

 

 

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