MANDARINIA: la forza di un impero e la debolezza dell’orgoglio

MANDARINIA: la forza di un impero e la debolezza dell’orgoglio”   di   ADRIANO  PERRONE

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Questa è una storia di Imperi e degli usi del potere.
E’ la storia degli orrori della dominazione; dell’ascesa, del governo e della rovina di un popolo.
La “civilizzazione”, se così vogliamo chiamarla, ha sempre portato disgrazie.
Il maledetto impulso di espandere le società in imperi.
Ma questa volta cambieremo attori a registi.
Vedremo gli imperi in soggetti e in un’ottica che forse non avete mai considerato.
Gli esseri umani non hanno il monopolio della conquista, neppure della violenza e tantomeno della strategia militare.
Non me ne vogliano Alessandro Magno, Sun Tzu, Gengis Khan o Annibale.
Loro sono arrivati molto dopo.
Molto prima che l’uomo imparasse la conquista, gli insetti sociali (formiche, api, calabroni, termiti) costruivano imperi attaccando e conquistando, schiavizzando (vi sembra incredibile, vero?) e opprimendo.
Non siamo soli in questo pianeta.
Legioni e legioni di guerrieri si muovono ai nostri piedi.
L’antico impero della terra regna ancora.
E’ l’impero degli insetti!
Oggi vorrei parlarvi di un insetto davvero spaventoso.
L’orrore alato ha un nome: Mandarinia…. e sono vespe giganti.
Queste vespe sono diffuse in tutto il Giappone e il loro impero è celato nel buio, in luoghi isolati.
Queste vespe sono all’apice della loro potenza.
La Regina è vigorosa, le operaie sono forti, le guerriere sono tante… le celle da riproduzione sono piene da scoppiare.
Ovunque… bocche da sfamare.
Un’infinità di larve segnala di avere fame (le larve hanno due chele protuberanti) grattando sulle parete delle cellette.
Il suono prodotto da questo sfregamento mette in azione le vespe adulte; esse devono nutrire i piccoli che si cibano di carne fatta a palline e portate dai badanti.
Le larve devono nutrirsi costantamente.
Un’esploratrice parte, dunque, sorvolando campi lontani per trovare carne fresca.
Le vespe giganti sono lunghe quasi 8 cm e sono assassine esperte.
Afferrano la preda con i loro artigli aguzzi… con potenti mascelle staccano le membra e decapitano le vittime.
Gli occhi composti individuano il minimo movimento.
L’esploratrice trova una ricca preda indifesa: un alveare di api mellifere.
Le api europee.
La vespa gigante lo marca con i feromoni.
Le api europee, come dice il nome stesso, non sono originarie del Giappone ma sono state importate nell’ultimo secolo perché producono più miele e sono meno aggressive.
Ovviamente queste api straniere non si sono evolute con le vespi giganti e non sono in grado di fronteggiare un attacco del genere.
Per le vespi giganti, saranno prede facili.
All’arrivo dell’esercito le api europee non possono far altro che ammassarsi all’ingresso dell’alveare cercando di costruire un muro di corpi… una sorta di difesa disperata che potrebbe ricordare Masada, la fortezza che divenne nota per l’assedio dell’esercito romano durante la prima guerra giudaica e per la sua tragica conclusione.
Lì, le api si preparano a combattere fino alla morte!
Queste vespe sono grandi cinque volte più delle api e molto più determinate ad uccidere.
Il valore non basterà perché le api saranno smembrate a migliaia.
Eppure le api coraggiose non si arrenderanno e non fuggiranno.
Tra migliaia… riusciranno ad uccidere forse un paio di vespe ma tutte le altre entreranno nell’alveare e faranno strage di api a migliaia.
In pochi minuti la carneficina è compiuta.
Un epilogo prevedibile.
Una fine orribile.
In due ore, venti o trenta vespe, possono spazzare via un alveare di trentamila api.
Le vespe assassine riducono un intero alveare un tappeto di morti e qualche moribondo.
Una volta compiuta la strage di guerrieri e operaie, raziano a piacimento, a volte per giorni, tutto ciò che trovano.
Ogni colonia di api europee, una volta segnata dall’esploratrice delle Mandarinia, è condannata.
Gli incursori si abbuffano di miele leccandolo perfino dai cadaveri.
Le api non ancora nate verranno masticate fino a formare una massa proteica destinata a nutrire i piccoli di vespa… ma per ogni impero che sembra invincibile c’è un’avversario forte e pronto a sfruttarne la più piccola debolezza.
Per quanto solida sia la fortezza la miglior difesa è conoscere il proprio nemico e gli insetti hanno imparato questa profonda verità.
Alcune api, infatti, hanno imparato la lezione.
Alcune api sono cresciute, per secoli, all’ombra delle mortali vespe giganti.
Sono le Apis Cerana.
Una delle cose che hanno imparato è che le micidiali vespe, prima di ogni incursione, mandano delle esploratrici in cerca dei loro alveari.
Per sopravvivere, queste api giapponesi, devono catturare e uccidere la vespa esploratrice.
Ma come possono riuscire ad uccidere una vespa così grande e forte, con una corazza pressoché impenetrabile?
Nel tempo hanno sviluppato un’arma segreta.
Quando avvistano il nemico alla porta le api guerriere della specie Cerana non attaccano ma arretrano.
Con un veloce movimento dell’addome segnalano a tutto il gruppo un attacco a sorpresa.
L’arretramento delle guerriere viene interpretato dsalla vespa gigante come timore… e questo la induce ad entrare (l’orgoglio e la presunzione, a quanto pare, sono punti deboli in tutte le specie e in tutte le epoche).
Quindi la vespa entra nell’alveare e dopo che questa ha preso qualche vittima, viene attaccata da tutte simultaneamente.
Attenzione però: non la mordono e non la pungono.
Si lanciano in massa sulla vespa esploratrice avvolgendola in un’orda di corpi.
Con i loro corpi in movimento congiunto, premono contro l’insetto invasore e non solo.
Facendo vibrare l’addome in maniera coordinata creano una bolla di calore che soffoca la vespa… e in questo c’è un grande ingegno.
Le api possono tollerare anche una temperatura di 50°C… ma le vespe possono sopravvivere non oltre i 46.
La temperatura al centro di tutti quei corpi vibranti arriva a 47°C.
Le api continuano a prenere per circa ventri minuti.
Alcune api muoiono e altre ne prendono immediatamente il posto per non dare il tempo al calore di fuoriuscire o alla vespa di scappare.
Se l’esploratrice scappasse… sarebbe la fine.
Finalmente, dopo venti minuti, lo sforzo di premere e vibrare termina.
La vespa non potrà svelare la posizione dell’alveare.
E’ morta.
Anche le Apis Cerana hanno pagato un prezzo, molte sono morte, ma hanno salvato la loro casa.
Questa non è forse strategia di guerra?
Non è una forma di intelligenza?
Non dimostra, questo, che le api, come anche altri insetti, possano ricordare, imparare dall’esperienza e tramettere questa conoscenza ad altri della stessa specie?
Nel prossimo articolo vedremo un altro impero.
Un impero di sadici e viziati schiavisti!
Di chi stiamo parlando?
Abbiate pazienza…

Adriano Perrone

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