Mini-crociera… nella terra delle Sirene

La natura si risveglia e risveglia anche in noi la voglia di scoprire ed esplorare…  ed allora  eccoci tutti pronti a salpare per  nuovi  lidi.  Tutti a bordo della “nave della fantasia” per “viaggiare” nel tempo e nello spazio, senza limiti né barriere.
Apriremo “rotte” inesplorate e seguiremo vie già note e inviteremo tutti quelli che sognano una vera crociera e che sono in cerca di emozioni, esperienze e curiosità.
Come gli antichi naviganti, anche noi “navigheremo” e scopriremo luoghi carichi di storia, cultura e tradizioni e incontreremo popoli che vi hanno lasciato la loro impronta.
TUTTI A BORDO
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La nostra “crociera” parte  dalla città di  PARTENOPE…  NAPOLI
Partenope, dal greco Παρθενόπη  ossia  vergine.
Partenope era una sirena di straordinaria bellezza, che Matilde Serao così descrive nelle “Leggende Napoletane”:

«Parthenope non è morta, Parthenope non ha tomba, Ella vive, splendida giovane e bella, da cinquemila anni; corre sui poggi, sulla spiaggia. E’ lei che rende la nostra città ebbra di luce e folle di colori, è lei che fa brillare le stelle nelle notti serene (…) è lei che fa contorcere di passione, languire ed impallidire d’amore la città. Parthenope, la vergine, la donna, non muore, non muore, non ha tomba, è immortale …è l’amore.”  

Una sirena incantatrice, Partenope,…  proprio come la città che incarna.

 

E Napoli, infatti è proprio così: brillante, luccicante, colorata, languida;  una città, ricca di arte, storia e tradizioni, ammantata di miti e misteri… numerosi…  che celebrano le sue origini.

La più nota di queste leggende  racconta che la  bellissima Partenope , figlia di Nettuno, era la più bella tra tutte sirene e che il suo canto era il più melodioso e dolce. Racconta del suo amore  non corrisposto per Ulisse…  un amore sincero e profondo, tanto da preferire il suicidio quando si vide respinta dall’eroe  greco. Pazza di dolore, continua la leggenda, si gettò in mare  e  le onde marine trascinarono il suo corpo fin sulla costa campana,  sull’isolotto di Megaride, dove oggi sorge Castel dell’Ovo.  Ed è lì che la gente del posto edificò la sua tomba, in ricordo del suo sacrificio d’amore e fu lì che sorse una città che da lei prese il nome: Partenope, che si estendeva fino al Monte Echia   e di cui  divenne  la Dea protettrice.  Qui  venne eretto anche  un Tempio in suo onore e  furono istituito Giochi Ginnici.

Le sue spoglie, continua la leggenda, riposano tra le mura di Castel dell’Ovo,  dove riposano anche quelle di Santa Patrizia, Protettrice della città.
Patrizia, discendente di Costantino, approdò  sulle coste di Napoli mentre era in fuga da Roma. L’imperatore, infatti,  l’aveva promessa in sposa contro la sua volontà e la giovane, che aveva fatto voto di castità, era fuggita per mare preferendo affrontare mille pericoli, tra cui una violenta tempesta, pur di sottrarsi ai disegni del sovrano.  Approdata a Napoli, distribuì tra i poveri tutte le sue ricchezze e si rifugiò nelle grotte, dove visse insieme ad altre fanciulle ispirate dagli stessi  sentimenti e ubbidienti ad uno stesso ideale di povertà..

Un’altra  leggenda,  invece racconta di  Parthenope,  una fanciulla greca di straordinaria  bellezza, sfavillanti occhi neri come la notte più fonda,  bocca  carnosa e rossa come i fiori di melograno, carnagione  candida e vellutata e  fisico armonioso. Viveva in  una casetta affacciata sul mare  e sognava di  attraversare quelle acque per raggiungere terre lontane. Promessa dal padre ad un certo Eumeo, la fanciulla era innamorata del giovane Cimone; per coronare la loro storia d’amor, ai due giovani non restava che una romantica fuga. Così fecero e raggiunsero una  terra lontana dove la vegetazione lussureggiava rigogliosa.
 Raggiunta dal padre, dalla sorella e dagli amici, la fanciulla  viveva felice e contenta  in quella terra rigogliosa che era proprio un dono degli Dei e che ogni giorno attirava gente da ogni parte del mondo conosciuto…  Ne nacque un villaggio  a cui fu imposto il nome della sua fondatrice, Partenope,  che andò sempre più estendendosi, dalle colline alle  pianura, fino alla costa, sotto il benevole sguardo di due importanti Divinità, Cerere e Venere, a cui   furono eretti  due Templi. dedicati a Cerere e Venere.  Diventata madre di dodici figli, da tutti amata e rispettata, Partenope visse felice fino alla all’ultimo dei suoi giorni.
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 Nell’ 8 secolo a.C., ancora  secondo la leggenda, Napoli venne distrutta da una pestilenza mandata da Nettuno per vendicare la morte di Partenope, l’adorata figliola. Ricostruita, la città  venne distrutta una seconda volta, dopo alterne vicende, da Cuma, la rivale storica,  e  ancora ricostruita, con il nome di  “Neapolis”, ossia: “Città Nuova”, da cui Napoli.

 

Napoli, dunque  una città antica, ricca di fascino e storia, crogiolo di razze,  culture e civiltà : Greci, Romani, Normanni Svevi, Angioini… Napoli, dunque, non è un unico cuore pulsante. Napoli è cento cuori pulsanti: non esiste una sola città ma ve ne sono  tante, tutte legate da un filo  invisibile. Le sue strade sembrano  cristallizzate nel tempo… immutate… ma straordinariamente,  fantasmagoricamente  scoppiettanti di vita:   voci, suoni, canti., danze. luci, lampi…

“Ogni vicolo è un San Carlino – recita una canzone – scene comiche e battimani” ,

Napoli è bellissima: una natura convulsa e mozzafiato… come quella di  Posillipo, di cui ricordiamo una bella leggenda: La Leggenda di Posillipo e Nisida

Viveva in quelle contrade un  ragazzo bello e generoso, di nome Posillipo, gentile, gaio e sorridente.  Amico di tutti e da tutti apprezzato,  viveva  sereno e tranquillo. Fino al giorno in cui non incontrò una stupenda fanciulla che fece infiammare d’amore il suo cuore. Nisida era il nome di questa fanciulla di bellezza incomparabile. Ma solo questo aveva avuto in dono dagli Dei, solo la bellezza del fisico, poichè l’animo era di una freddezza glaciale.  Incapace di amare, Nisida  desiderava soltanto sedurre ed incantare  gli uomini,  incurante del dolore e della sofferenza che la sua freddezza  potevano causare.

Il cuore duro come la pietra, la bellissima fanciulla restò indifferente alle invocazioni d’amore più teneri e struggenti di quell’innamorato tenace, ma sfortunato.  Continuò a negarsi ed a respingere l’amore di quel ragazzo devoto e sincero,   con  sprezzo e freddezza, finchè il dolore non gli schiantò il cuore. Il ragazzo si  gettò in mare, ponendo fine alla sua vita infelice. Gli Dei e il Fato, però,  mossi a pietà, vollero dargli per l’eternità quella felicità che non era riuscito a conquistare in vita e lo trasformarono in un poggio che si bagna nelle acque… in quelle stesse acque  in cui gli Dei collocarono l’insensibile Nisida, trasformata in scoglio.

Ma, mentre Posilipo, il giovane bello e gentile, è il poggio  frequentato dalla più bella ed allegra gioventù, sullo scoglio  di Nisida fu costruito una prigione per ospitare ladri ed omicidi.

Napoli è tra le città architettonicamente più belle del mondo: fortezze e castelli,  palazzi e musei, chiese e monumenti, grotte  e l’imbarazzo della scelta è grande. Ecco un breve elenco, del tutto insufficiente:
Cappella Sansevero e il Cristo Velato  – Piazza del Plebiscito  – Galleria Umberto   –  Castel Nuovo (o Maschio Angioino)  –  Il Museo   –  Castel dell’Ovo…
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Formatasi  circa 3.900 anni fa, già all’epoca dell’impero romano era sfruttata per l’estrazione dell’allume e del bianchetto (utilizzato come stucco). A partire dal XVIII secolo, invece, le acque e i fanghi sulfurei vennero sfruttati soprattutto per le loro proprietà medicamentose.

Ed adesso salutiamo il giorno che muore e prepariamoci al prossimo appuntamento: SORRENTO, la terra delle  SIRENE.

 

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