“Pirati & Corsari.. il Barbanera” di Romina GOTTI

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Mappe, vascelli, gambe di legno, pappagalli, isole del tesoro, rum, marinai, tempeste e passarelle sul ponte e nel mare gli squali che ci attendono.Adoro le leggende…. Ma in ogni leggenda c’è una verità storica con aspetti più crudeli e meno affascinanti.

Siamo sul ponte di un galeone nel mar dei Caraibi nel corso di un arrembaggio pirata. Il rumore è assordante: spari, cannonate e c’è fumo ovunque. D’improvviso tra il fumo appare un uomo con barba lunga nera, capelli lunghi, pistole  in mano e sciabola al fianco e con un grosso cappello in testa.

Il fumo sembra uscire proprio da lui: un’apparizione dagli inferi!

Cosi doveva apparire Barbanera ai suoi uomini e soprattutto ai suoi nemici. E’ noto, infatti, che nella maggioranza dei casi non ci fu  bisogno di combattere. Nessun bagno di sangue.   I malcapitati si arrendevano alla sua sola vista.

Siamo alla fine del XII secolo ed all’ inizio  del  XIII. Edward Teach,  questo è il suo nome,  nasce nel 1679  nel Regno Unito; probabilmente a Bristol. Fin da piccolo, dunque, deve aver avuto dimestichezza , essendo nato in un porto,  con ogni  tipo di imbarcazione:  galeoni, velieri, vascelli  e deve ever frequentato marinai,taverne,pirati.

Il profumo del mare e le avventure sanno essere contagiose.

Edward si imbarca giovanissimo; fa parte della ciurma di capitan Benjamin Hornigold, un pirata inglese che lasciò presto il ruolo di pirata per diventare un cacciatore di pirati.

Fa carriera il nostro marinaio. Hornigold gli affida il comando di uno sloop appena conquistato ( imbarcazione leggera con un albero) l’Adventure. Con Hornigold egli assalta navi di ogni stazza. I porti a Gran Cayman, Bahamas, Nord Carolina, Boston, sud Carolina, Barbados, Giamaica ,Virginia. l’Oceano Atlantico e il Mar dei Caraibi sono il suo regno.

La vita dei pirati era breve. Ol nostro Barbarossa resta sulla cresta dell’onda per meno di cinque anni e cattura più di 130 imbarcazioni. Cattura uno splendido mercantile francese, la Concord, che ribattezza “Queen Anne’s Revenge”.

Naturalmente le scorribande avvengono in estate, quando il clima caldo e i venti lo consentono;  con l’arrivo l’inverno, invece, il mare mosso ed il freddo rendono difficile la navigazione cosi, i pirati trascorrono i mesi invernali nel loro quartier generale con le mogli,  giocando a carte, litigando, bevendo rum,  riparando vele e preparando nuovi abbordaggi…   abbordaggi  facili sulla carta, soprattutto dopo una bevuta, ma un po’ più complicati nell’attuazione.

La roccaforte del Barbanera era Il porto di Nassau, nelle Bahamas, per altri la Tortuga.           Il nostro pirata fece scalo anche sull’isola la juventud a Cuba e sulla Blanquilla in Venezuela.

Com.era? Era feroce e  sanguinario.  Ebbe più di dieci mogli.  Beveva in continuazione  e si  racconta che, ubriaco,  tentò di dar fuoco alla sua nave e che accendeva la miccia sotto il suo cappello per generare il fumo e terrorizzare i marinai. Abbandonò molti marinai che si erano ammutinati su isole disabitate, senza viveri.

Barbanera riuscì ad accumulare ingenti bottini e una flotta di navi con centinaia di marinai soprattutto di  origini francese e inglese, ma c’erano anche creoli, neri,  mulatti.

La vita di bordo era molto dura; i marinai erano giovanissimi perché il lavoro era pesante: issare le vele, tirare le cime, il freddo, la pioggia, ore ed ore sotto il sole.Dormivano sotto coperta su amache improvvisate, non c’erano cabine per i marinai. Il cibo era povero, pane e pesce pescato;  l’acqua potabile finiva presto,  come anche la frutta e la verdura  e ci  si dovevano rifornire ai porti.  Molti di loro  si ammalavano.

A  bordo  di una nave pirata c’erano turni di lavoro e una gerarchia precisa. Le regole erano fissate dal comandante e dalla ciurma  e  le decisioni  erano prese in comune accordo.  Il bottino  era  diviso  in parti uguali  e il comandante era scelto dalla ciurma.Le principali regole riguardavano il gioco e le donne,  proibiti a bordo.  Chi non combatteva era punito con la morte o l’esilio oppure abbandonato in mare o su un’isola.

Barbanera rifiuta l’amnistia offerta dal governatore di Nassau a tutti i pirati; Hornigold accetta. È quasi inverno. Le navi di sua maestà che gli danno la caccia.  la Pearl del comandante Gordon e la Lyne  di Brand, spingono lo sloop di Barbanera nella baia con fondali bassi, in prossimità di Chesapeake  e con due sloop lo intrappolano, ma Barbanera prima prende a cannonate la Jane poi sperona e abborda la Ranger. Un duello vede il comandante di quest’ultima ferire a morte e mozzare la testa al nostro pirata. I suoi uomini uccisi,  arrestati e messi sotto processo. È il 1718 a Ocracoke.  E’ inverno  e Barbanera ha solo trentanove anni.  È la  sua  fine, ma  anche l’inizio della sua leggenda.

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