“La Parola e l’Immagine… Olimpia Maidalchini Pamphili” di Lia JONESCU

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Soriano, nel Cimino, è un piccolo ricco quasi raffinato paese non molto lontano da Viterbo. Qui vivono Sforza Maidalchini, ricchissimo uomo d’affari e sua moglie, di nobile origine Vittoria Gualterio .I due hanno quattro figli, un maschio e tre femmine. Una di queste, la bella Olimpia, sarà destinata al convento dal padre,  soprattutto per non pagare la dote dovuta e tutti gli averi andranno al solo figlio maschio.
Il buon Maidalchini non aveva però tenuto conto del carattere e dell’ intelligenza della fanciulla, che non aveva davvero accettato questo destino. Tanto fece, che riuscì perfino a coinvolgere  in uno scandalo il confessore che doveva iniziarla al cammino monastico.
Il padre a quel punto rinunciò all’idea di vederla chiusa in monastero, anzi, organizzò per lei un proficuo matrimonio con un ricco possidente: Paolo Nini. Olimpia fu ben felice di sposarlo e non certamente per amore ma perché, evidentemente aveva ereditato dal padre, l’altissimo  senso degli affari e  il suo fiuto e la sua capacità, furono portati ad esempio per secoli.
La fanciulla aveva 16 anni e ben presto rimase vedova. Ormai era una signora molto benestante, sia del suo che di quanto aveva ereditato dal marito e, letteralmente, si mise in cerca di un nuovo marito che potesse aumentare il suo prestigio. Anche se giovane,  era riuscita a crearsi una rete di cortigiani ed informatori e presto il suo futuro marito fu individuato in Pamphilio Pamphili che,  di per sé, cinquantenne e possessore soltanto di un prestigioso nome, non era un personaggio appetibile , ma molto più lo erano le mire al soglio pontificio del fratello, Giambattista.
Olimpia aveva 20 anni, ossia trent’ anni meno di Pamphilio, che ne aveva 50. Con quel matrimonio era diventata una principessa romana ed aveva rimpinguato le casse dei Pamphili, ma, al tempo stesso, aveva acquisito un potere illimitato ed era entrata in possesso di alcuni dei più bei palazzi della Roma rinascimentale, come il palazzo Doria Pamphili a piazza Navona e la grande stupenda tenuta accanto alla Via Aurelia, uno dei posti più ben tenuti dell’ intera città.
Olimpia appena contratto il matrimonio, entrò immediatamente in sintonia con il cognato, il futuro Innocenzo X , per la cui nomina brigò magistralmente anche corrompendo;  esistono documenti che accertano quella che fu una vera e propria campagna elettorale . Usò ogni mezzo a sua disposizione. Poco dopo l’ elezione di Giambattista Pamphili rimase vedeva e ancor di più si legò al cognato che ormai la considerava il suo privato consigliere.
Per decenni il 600 fu rappresentato da questa donna di un’ intelligenza vivace e di una capacità affaristica  tale da aver apportato enormi ricchezze e benefici al Vaticano. Lei era il solo tramite attraverso cui passare per arrivare al pontefice il quale, a sua volta, non prendeva decisioni senza averla prima consultata. Chiaramente,  il suo interessamento a favore del postulante veniva lautamente ricompensati; alla sua morte, nei suoi averi furono ritrovati 2 milioni di scudi d’ oro.
Come tutti i personaggi che avevano un un potere smisurato, la Pimpaccia ( così la chiamavano i romani) non era particolarmente amata, ma c’ è da dire che nella realtà, questa intelligente e volitiva donna non aveva arrecato danni ad alcuno;  aveva sicuramente rimpinguato le casse sue e quelle del cognato, ma, indirettamente, aveva anche lavorato ed apportato migliorie a Roma.
Si dice che fosse priva di pietà, ma è molto facile attirare l’ invidia e le malelingue quando si ricopre il ruolo di ” Signora di Roma “. Pasquino, una delle più famose statue parlanti, coniò per lei un famosissimo detto ,usando il suo nome e forse proprio da queste parole ha origine il termine Pimpaccia….Pasquino scriveva….OLIM PIA NUNC IMPIA….. Letteralmente significa: una volta pia ora empia, .alludendo anche al fatto che si pensava fosse diventata l’ amante di Innocenzo X. Questa cosa non fu mai provata, né se ne accennò.
Un’altra frase che spesso veniva detta, soprattutto dal popolo era:  Uomo vestito da donna per i romani  e Donna vestita da uomo per la Chiesa.
Molti ignorano che donna Olimpia fu anche una madre piuttosto attenta di un unico figlio, Camillo Francesco Maria Pamphili,un bellissimo ragazzo che lei guidò alla carriera ecclesiastica,  tant’è che nel 1644 Innocenzo X lo investì della porpora cardinalizia……ma il sangue non è acqua e Camillo si innamorò della bella Olimpia Aldobrandini che , dopo aver gettato la tonaca alle ortiche, sposò nel 1647.
Donna Olimpia rimase attaccate alle sue origini, vivendo buona parte della della sua vita nel palazzo avito a Soriano del Cimino, dove morì il 27 Settembre 1657
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