UNIVERSO DONNA – Regine famose… SEMIRAMIDE”

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Figura leggendaria, di lei si hanno notizie incomplete e spesso contradditorie, proprio per il fatto che la storia ha ceduto alla leggenda. La sua figura, infatti, tra storia e leggenda, ci è arrivata, attraverso gli storici greci, gli scrittori del MedioEvo, ma anche tramite il teatro, il cinema e la musica di oggi.

Diversi scrittori,  greci e latini, tra cui Erodoto e Diodoro, quest’ultimo attingendo a Cresia,  fanno di questa regina un ritratto  assolutamente leggendario,  come riferisce lo stesso  Beroso, sacerdote greco-babilonese del III° secolo a.C.

Che cosa racconta la Leggenda?.  La leggenda la vuole figlia della Dea Siria o Derceto  e del siriano Caistro. Esposta subito dopo la nascita, a salvarla, continua la leggenda, accorrono le colombe che la nutrono con del latte e formaggio, fino a quando un pastore di nome Simmas non la trova e la prende con sè, allevandola con grande cura ed affetto.  La piccola cresce e diventa una fanciulla forte, coraggiosa e  molto, molto bella. Così bella da attirare l’attenzione di Onnes, il consigliere del Re, a cui dà due bei figlioli.

Anche il Re, però, si accorge ben presto di quella bellezza e la vuole per sè. Il povero Onnes, disperato, si impicca e Semiramide diventa la sposa di Re Nino, fondatore della città di Ninive, che rende padre di un figlio, Ninyas.

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Semiramide è una donna forte e coraggiosa, si è già detto e lo dimostra in battaglia, durante le campagne intraprese dal Re in Media ed in  Etiopia,  nelle quali la conduce con sé.  Cavalca e combatte accanto al marito, che diventa un grande conquistatore anche grazie alla sua presenza al fianco. Durante un combattimento, però, .il Re  muore, colpito da una freccia, ma  Semiramide non si arrende e prende le redini del trono di Assiria; celebra solennemente il rito funebre in onore del Re  e fa erigere un grandioso monumento in suo onore. Non  abbandona le armi e riesce a mantenere tutti  i territori conquistati  ed a conquistarne di nuovo, come l’Etiopia che annette al suo regno, poi, narrano i testi antichi:

 Da lì partì per l’India e attaccò in forze gli Indiani, ai quali nessuno aveva mai osato dichiarare guerra, li vinse e li soggiogò. In seguito arrivò a conquistare tutto l’Oriente, sottomettendolo alle sue leggi.”

In realtà, la campagna in India non ebbe buon esito e le truppe di Semiramide furono battute  sull’Indo.

Secondo un’altra leggenda,  divenuta sposa del re Nino, un giorno riuscì a farsi  regalare da lui cinque giorni di regno, durante i quali con l’aiuto di alcuni fidati, fece uccidere il sovrano e ne usurpò il trono.

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Rimasta sola a governare, eccola  intraprendere opere di edilizia in tutto il regno, che la rendono amata dal suo popolo. Fa innalzare le mura della città di Babilonia, costruire un tempio a Belos,  deviare un ramo del fiume Eufrate e soprattutto,  fa costruire i famosi  Giardini pensili di Babilonia, una delle Sette meraviglia dell’Antichità. Sempre la leggenda, le attribuisce  molte altre costruzioni, alcune delle quali portano  il suo nome. Così è per  una delle porte di Babilonia e per il muro a settentrione  della città, noto proprio come Muro di Semiranide. E ancora,  Città di Semiramide è chiamata   la città di Van, così come anche molti altri edifici. Col tempo, nell’antichità,  le vengono attribuite quasi tutte le opere più importanti.

Semiramide, dunque, donna di grande  valore ed ardimento!                                                     Certo! Ma la leggenda la vuole  anche piena di vizi e dissolutezza, oltre che  di particolare crudeltà: ella suole fa uccidere i suoi amanti.

Sempre Cresia narra che suo figlio Ninyas, diventato adulto, complottò contro di lei per impadronirsi del trono,  ma che, scoperto, fu da Semiramde perdonato; Ninyas, però riuscì lo stesso ad ucciderla; secondo altri, fu la stessa Semiramide che si tolse la vita  e venne trasformata in colomba.

Agostino di Ippona e Paolo Orosio tramandano di lei  l’immagine di una regina. dissoluta e crudele, facendone il simbolo del peccato e della lussuria e giungendo ad  accusarla di aver ucciso il marito perchè innamorata del suo stesso figlio.

Molti secoli dopo, la figura di questa donna, dalla grande libertà di costumi, susciterà  ancoragrande scandalo nella Chiesa Cattolica, che già considera Babilonia come la “Grande Meretrice”.  Per gli scrittori  cristiani medioevali, che attingono proprio ad Agostino o ad Orosio,  Semiramide diventa presto simbolo di  dissolutezza e di licenziosità.  Così Dante, quando  la pone tra i lussuriosi nel secondo cerchio dell’Inferno:

Inf. V, 55-57
A vizio di lussuria fu sì rotta
che libito fè licito  in sua legge,
per torre il biasmo in che era condotta.

Dante dice che era così lussuriosa che, per rendere normale il suo comportamento, promosse leggi che permettevano uguale licenziosità ai sudditi. Anche B0ccaccio nel  De mulieribus claris, la condanna come libidinosa e crudele .

La letteratura, dunque, si è spesso accanita su questa figura, salvo rare eccezioni come in “LA città delle  Donne” di Chrestine de Pizan, che ne parla come di una donna di valore e coraggio

.La storia invece  la riconosce  nella figura della principessa Sammuramat, sposa del Re assiro Shamshia-dad V, vissuta in epoca tardo-matriarcale e riconosce, altresì, che il suo regno, come Regina e Reggente in nome del figlio Adad-Nizan III, fu in realtà un momento di cultura, libertà e crescita economica, valori quasi sconosciuti nel Medioevo, (periodo di maggior accanimento nei suoi confronti) chiuso in se stesso e nei suoi tabù.

Quattro secoli dopo, anche Diodoro Siculo  ce la consegna come una sovrana saggia  e attenta al benessere dei suoi sudditi e pur non riconoscendole la  costruzione dei famosi Giardini Pensili, le attribuisce numerose altre costruzioni.

 Nella leggenda, però,  si riesce a ravvisarsi qualche tratto storico. Intanto si sa per certo che tanto in Assiria, quanto in Babilonia, non si è mai avuto  una regina con quel nome; al contrario, si hanno notizie certe di una Regina di nome  Shammuramat , sposa di  Shamshi-Adad V, che regnò dall’anno 823 all’anno 810 e fu madre di Adad-nirāri III, 805-782.  Alla morte del marito, la regina assume la reggenza in nome del figlio ancora troppo giovane. Ma non solo la reggenza; la regina prende ben saldamente in mano anche le redini del governo e regna sull’Assiria dall’anno 809 all’806. Anche nel nome si riscontrano similitudini  che inducono a pensare  che la leggenda contenga riscontri storici con questa regina dell’Assiria che  esercitò  un’azione politica e militare di un certo rilievo durante  i primi anni del regno di suo figlio Adad-nirāri..
Una figura di regina, dunque, di un certo rilievo e capacità, attorno a cui però, si cristallizzarono notizie non sempre verificabili o del tutto arbitrarie e perfino  maliziose che finirono per fondersi con alcuni racconti popolari che erano però, specchio una certa realtà di costume e comportamento.
 
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