“Aperitivo filosofico – PLATONE e la Teoria della Conoscenza”di Sabrina Granotti

La teoria della conoscenza viene chiarita da Platone mediante il mito della caverna: egli immagina degli schiavi incatenati all’interno di una caverna e costretti a guardare sempre davanti a loro; alle spalle essi hanno un grande fuoco, che proietta sulla parete rocciosa le ombre di alcune statuette di cera, che raffigurano ogni genere di cose.
Non avendo mai visto altro, gli schiavi ritengono che le proiezioni delle ombre corrispondano alla realtà.
Gli schiavi rappresentano la maggioranza degli uomini, che si fermano all’apparenza illusoria e ignorano la verità.
Uno schiavo riesce però a fuggire: liberatosi, esce all’esterno e dapprima resta abbagliato dalla luce del sole (ovvero dalla verità autentica del mondo delle Idee), poi vede e conosce che né le ombre né le statuette sono la realtà.
Scoperto l’inganno, lo schiavo torna dai suoi compagni per metterli al corrente di quanto ha scoperto (infatti egli rappresenta il filosofo che si libera dall’ignoranza e desidera indirizzare anche gli altri verso la conoscenza); ma viene prima deriso, poi ucciso (questo è il destino del filosofo, Socrate per primo, proprio perché si adopera per istruire gli uomini).
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