RECENSIONE di Maria PACE al libro”I Racconti di nonno Alfonso”di Diego LICATA

 

 

contentIl nonno è da sempre la figura centrale della famiglia, il fulcro. Intorno a lui si raccolgono  nipoti e nipotini,  per dar vita ai  giochi dei perchè, per aprire interminabili filastrocche, ma  soprattutto  per ascoltare i suoi  racconti… racconti di favole. Una figura, quella del nonno, irrinunciabile. A lui si chiedono tante cose; a volte, perfino  di scegliere il nome da dare all’ultimo arrivato in famiglia,

Proprio come fece quel Sisifo di Corinto quando fu chiamato a dare il nome a suo nipote, che poi si chiamò Odisseo.  Ma perchè ho chiamato in causa nonno Sisifo?

Perchè, se nei racconti nonno Alfonso vi aspettate di leggere di bambini sperduti nel bosco,  di maghi e maghetti, di gnomi e draghi… vi sbagliate. Nonno Alfonso invita gli Dei a scendere dall’Olimpo e gli eroi ad inforcare i loro destrieri e li fa entrare nelle sue favole e nei suoi racconti.

Per allietare il  suo piccolo auditorio, che sicuramente ascolta estasiato e rapito,  le boccucce spalancate e gli sguardi strabiliati,  mentre lui legge oppure racconta, nonno Alfonso chiama in causa Giunone, Signora dell’Olimpo, o Diana, Glauco o anche Alcinoo… Chi sono costoro? Lo saprete leggendo!

In realtà, nonno Alfonso non si limita a raccontare le loro  vicende, ma vi  coinvolge il lettore… ed ogni occasiona è buona per il sogno,  la fantasia e l’immaginazione: una pausa dal lavoro, un momento di relax… il tutto  all’interno di una atmosfera bucolica, così come facevano gli antichi narratori.

E dove  li porta, nonno Alfonso, dopo aver messo sui loro tenui omeri le ali della fantasia?

Avanti e indietro nel tempo!

Li fa salire a bordo di navi pirate, poi  fa fare loro la  scalata dell’Olimpo, per raggiungere gli Dei… e se il lettore è fortunato,  potrà sorprendere  la gelosissima Giunone che medita la rovina di Cartagine per fa dispetto al fedifrago, divino consorte.

Scendendo dall’Olimpo, non è detto, però,  che il lettore  debba ritrovarsi ancora  in Grecia! No! Perchè i racconti di nonno Alfonso mandano il lettore da un capo all’altro del mondo, da una situazione ad un’altra.

Ed eccoci approdato in un’antica  “masseria”,  come ai  tempi del’Antica Roma ed al’inizio di una rivolta di schiavi;  di nuovo, però, con una sorta di “macchina del  tempo”, il lettore farà rotta verso il suo tempo con racconti e fiabe di nostri giorni.

Fino all’ultimo racconto, di un Giovedì Santo.

Ma il libro continua con altri racconti, altre storie e altre leggende. La narrazione è trascinante, il linguaggio è semplice e accattivante. Tante sono le storie e nonno Alfonso è il nonno che ogni bambino sogna di avere.

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