“I GIGANTI del pianeta TERRA – Introduzione” di Romina GOTTI e Ilaria MESSINA

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UMMAGINE TRATTA DAL WEB
Cretaceo . Penisola dell Yucatan .65 milioni di anni fra foreste di conifere, felci, paludi, angiosperme. Terra di carnivori ed erbivori di gigantesche proporzioni; in cielo Pterosauri( uccelli), in fondo ai ruscelli resti di nautili, sulla terra Teropodi ( rettili).   Verde intenso e umidità, squali preistorici al largo e libellule con aperture alari metriche che sorvolano come elicotteri le paludi.
E noi? Noi, non ci siamo. Non ancora. Arriveremo tra qualche milione di anni.
Foresta, dicevamo. Ma non è deserto il Messico? No, siamo in epoche geologicamente remote: triassico, giurassico, cretaceo.
Il nostro racconto inizia 251 milioni di anni fa e termina in una giornata qualsiasi nel cretaceo 65 milioni di anni fa. Secondo una delle teorie più accreditate, un meteorite proveniente dallo spazio profondo precipita nell’atmosfera primordiale e produce un cratere di qualche chilometro di diametro nella pianura.
Ora il problema non è solo l’impatto cosmico, ma le conseguenze. Ve lo immaginate lo spruzzo sollevato da un sasso nell’acqua? Ecco. Moltiplicatelo milioni di volte e sostituite l’acqua con la terra. Ma non è finita… Perché tutti quei metri cubi di terra più l’esplosione pari a centinaia di bombe atomiche tolgono l’aria e distruggono in pochi secondi migliaia di ettari di foresta.
Una nube di polvere , particelle in sospensione alta chilometri tra l’atmosfera ed il sole, nasconde i suoi raggi facendo gradualmente precipitare il pianeta in un’era glaciale. E quindi direte voi? E quindi senza il sole la vegetazione muore, il deserto sostituisce il verde, se muoiono le piante muoiono gli erbivori , i carnivori che si nutrono di essi e la catena alimentare è distrutta.
Risultato: i dinosauri , creature a sangue freddo, che dominano il pianeta in queste ere geologiche, si estinguono lasciando che i piccoli mammiferi trovino lo spazio per creare un nuovo regno animale.
E gli animali sopravvissuti? Rettili, coccodrilli, iguane, scorpioni, squali e uccelli non si estinguono e continuano in dimensioni più contenute a popolare il nostro pianeta. Discendenti di creature preistoriche. Dei dinosauri rimangono fossili conservati nelle sabbie del deserto e nei ghiacci, ossa ricomposte che fanno bella mostra nei musei.
In un bel pomeriggio di primavera un meteorite entra nell’atmosfera , attraversa come una sfera di fuoco l’orizzonte ed in pochi secondi va ad impattare tra gli alberi. È l’inizio della fine. Torniamo indietro ed iniziamo il nostro racconto.
Siamo nello spazio. Da lontano si vede un pianeta.  Avviciniamoci.  E’ un unico blocco di terra circondato dall’acqua. Guardando più da vicino questo enorme continente solitario, ci accorgiamo che è per la maggior parte arido e desertico, con un clima estremamente secco nelle zone interne, la vegetazione concentrata lungo le coste e gli specchi d’acqua.
In queste oasi lussureggianti, favorite dall’umidità, troviamo distese di felci, cicadine, foreste di conifere giganti: ginko, araucarie anche di 60 mt d’altezza, simili alle attuali sequoie.
Benvenuti in Pangea: il precursore dei nostri attuali continenti. Così era la Terra nell’era preistorica. Siamo nel Mesozoico, che a sua volta si risuddivide in tre periodi: il Triassico, dai 248 ai 213 milioni di anni fa; il Giurassico, 213-144 mill., e il Cretacico fino a 65 milioni di anni fa.
Nel Giurassico, a metà Mesozoico, Pangea inizia ad allungarsi fino a separarsi in due blocchi: a nord Laurasia e a sud Gondwana. L’Europa e il Nord America sono ancora in parte coperte dal mare; l’Italia è quasi completamente sommersa, eccetto che le regioni del nord, ed è per questo che non sono stati rinvenuti molti reperti fossili a differenza che in altri paesi.
Il clima inizia a cambiare insieme alle terre, si fa più umido e tropicale, finché nel Cretacico con la continua deriva dei continenti, la Terra inizia ad assomigliare di più all’attuale mappamondo.
I Dinosauri sono i protagonisti di questo mondo primordiale, dotati di forza, potenza e soprattutto di un’enorme stazza, sono i sovrani incontrastati dei regni primitivi. Tre caratteristiche distinguono i dinosauri dagli altri rettili con cui condividono l’habitat: sono vissuti nell’era mesozoica e scomparsi con essa; sono esclusivamente terrestri, i rettili volanti Pterosauri e i marini Pleiosauri sono solo lontani parenti come i coccodrilli e le tartarughe; hanno zampe disposte verticalmente al corpo, così che il ventre non tocchi mai a terra, a differenza delle zampe ad angolo dei rettili. All’inizio i dinosauri erano rari e di piccole dimensioni poi, col passare di milioni di anni, come il clima e la morfologia terrestre, anche loro hanno cominciato a moltiplicarsi e a differenziarsi nell’aspetto e nelle caratteristiche: sono diventati di dimensioni sempre maggiori fino ad essere enormi, quadrupedi o bipedi, con denti o becchi, erbivori o carnivori. Oggi sappiamo che sono esistite centinaia di specie diverse, che si suddividono in due famiglie principali: Saurischi ed Ornitischi. Ebbene sì, è la struttura ossea del bacino a fare la differenza. I Saurischi si suddividono in Teropodi, cioè i carnivori bipedi come il Trex, l’Allosauro, il Velociraptor; e Sauropodi, cioè i grandi erbivori come il Bronto e il Brachiosauro.
Gli Ornitischi, tutti erbivori e principalmente quadrupedi, erano dotati di un becco sulla punta del muso oltre che di denti, e di una colonna vertebrale rinforzata da ossa ulteriori: come gli Stegosauri, con placche ossee sulla schiena; i Ceratopi, dotati di scudo osseo sulla nuca e corna sul capo, gli Anchilosauri, supercorazzati anche sulla coda per difendersi dai carnivori; infine gli Ornitopodi e i Pachicefalosauri, miti erbivori bipedi.
Nonostante siano stati rinvenute ossa di dinosauro un po’ in tutti i continenti, i principali ritrovamenti fossili sono in Nordamerica, Estremo Oriente, SudAfrica, Europa occidentale: Inghilterra, Francia, Spagna, Portogallo, Germania e Svizzera. Erano escluse le zone interne più aride e secche come l’Eurasia, l’Africa Centrale e i Poli.
Sorprendentemente, però, la più recente scoperta fossile è proprio in Antartide, Ribattezzato Crylophosaurus, fu un gigante dei ghiacci. Vi presenteremo le specie e l’ambiente in cui vissero, ci sposteremo dalla costa all’interno, di giorno e di notte, ma facciamo piano, i carnivori hanno un ottimo udito.
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