BELLA ITALIA… nella terra delle Sirene – AMALFI

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Amalfi… dalla bellezza mozzafiato… e dalla origine mitologica.

Mitologia… ma che cos’è la  Mitologia? E’ come una magica tela su cui si proiettano le scene di un fantastico poema: le leggi del Fato, la bellezza del creato,  la frenesia dei Misteri,  gli incanti  della bellezza e della forza fisica,  il canto di Apollo e il riso di Dioniso,  le risate delle Ninfe, le urla delle Baccanti,  il canto delle sirene… Nella storia di Amalfi.. di questa splendida perla del mare,  c’è davvero tutto questo: l’incanto della natura,  Dei ed eroi,  Ninfe e Sirene… e la sua origine si perde tra le cime… dell’Olimpo.

Proprio dall’Olimpo scende Ercole, il figlio del divino  Zeus e della mortale Alcmena e nel suo vagabondare per l’Italia, compiuta la sua Decima Impresa, incontra la bellissima ninfa Amalfi di cui si innamora perdutamente, tanto da volerla sposare. Il Fato avverso, però, non glielo consente. La bellissima Amalfi muore improvvisamente e l’eroe, afflitto ed inconsolabile non si dà pace. Decide allora di cercare per lei e per il suo riposo eterno, il luogo più bello del creato.

Lo trova lungo una costa dalla bellezza incomparabile,  dove il  mare e il cielo si congiungono in un orizzonte placido e sereno. Qui,  in un villaggio  di pescatori,  adagiato  in una natura rigogliosa e di  incantevole bellezza, l’eroe si ferma a seppellre la povera ninfa, adornando quel posto già baciato dalla natura, con  degli alberi carichi di un frutto rubato al Giardino delle Esperidi,  profumato e del colore del sole; quel frutto, il limone, diventa l’orgoglio del villaggio,  che l’eroebattezza con il nome dell’amata: AMALF

In realtà, erano molte le creature divine che avevano scelto di dimorare  in quel posto incantevole;  anfratti e screpolature nei fianchi dei monti e delle colline, erano quasi tutti abitati da bellissime ninfe  dall’eterna giovinezza  e da fantastiche Sirene  dal canto dolce ed ammaliatore, di cui  si ricordano ancora oggi i nomi:  Leucosia, Ligea , Partenope  ed altre ancora,   tutte coinvolte in  meravigliose storie d’amore e di amicizia.
Sirene e Ninfe… Abbiamo incontrato le splendide Sirene di Sorrento…Napoli…
Non soltanto Ninfe e Sirene. Percorrendo la costa di Amalfi, la natura offre materia ad altre leggende. Come quella degli Scogli di Marina di Vietri.
Secondo una  suggestiva leggenda, Nettuno mutò in scogli due coraggiosi fratelli che avevano offerto la vita per salvare una donna dalla furia delle onde
Assai più triste, invece, la famosa leggenda  della  Duchessa di Amalfi, Giovanna d’Aragona, sorella del principe Filippo.
Nel 1490 Giovanna d’Aragona sposò Alfonso Piccolomini, erede del duca di Amalfi che la lasciò presto vedova e con due figli, Caterina e Alfonso.
Al servizio della duchessa arrivò Antonio Bologna,  un maggiordomo colto ed avvenente e tra i due scoppiò immediatamente la passione. Si sposarono ed ebbero tre figli, ma il loro matrimonio fu tenuto nascosto  per timore della reazione della famiglia e soprattutto dei due fratelli di lei,  il cardinale Lodovico e il marchese Carlo. Una reazione violentissima, infatti, allorquando i due fratelli ne vennero a conoscenza. I due infatti fecero assassinare il povero Antonio fuggito, a Milano e rinchiusero la Duchessa, assieme alla fedele cameriera ed ai tre figlioletti, nella Torre dello Ziro, lasciandoli morire di fame o facendoli trucidare secondo un’altra versione dei fatti.
Sempre la leggenda,  narra  che lo spirito  della infelice  Regina vaghi, inquieto, tra gli spalti della torre.
Numerose altre storie si intrecciano alle antiche leggende ma anche a fatti di storia,  come quella conosciuta come:  Il miracolo di Sant’Andrea.
E’ l’epoca di pirati e Saraceni.
Si narra che il pirata Barbarossa  stesse preparando un attacco alla città con l’intento di saccheggiarla. Dalle torri di guardia, le sentinelle diedero l’allarme e alcuni cittadini corsero immediatamente sulla tomba di Sant’Andrea per implorare il suo soccorso. Ed ecco che un violentissimo  vento trascinò  al largo le navi dei pirati. Ma non finì qui.  Un  fulmine, annunciato da un tuono fragoroso, sconquassò l’aria,  ed una terribile tempesta  si abbattè sul mare distruggendo la flotta pirata ed uccidendo lo stesso Barbarossa.

 

 Amalfi, si sa, era una delle più importanti Repubbliche Marinare d’Italia – Questa la sua gloriosa bandiera.

Secondo le  cronache più antiche,  Amalfi fu fondata da un gruppo di Romani naufragati, intorno al V secolo dopo Cristo, sulle coste pugliesi;  erano in fuga dalle invasioni barbarica. Proseguendo verso nord, fondarono in territorio lucano  la cittadina di Melphi e infine raggiunsero la costa campana dove si stabilirono in un villaggio che chiamarono Amalfi. Per la sua felice posizione, la maggior parte delle sue attività erano legate al commercio e tutti i suoi abitanti, compresi i nobili, vi si interessavano attivamente.               I floridi commerci erano regolamenati da norme contenute in quelle che erano conosciute come le Tavole Amalfitane.

Precursori ed amanti di ogni novità,  gli amalfitani furono i primi navigatori ad usare la bussola, anche se qualcuno erroneamente ritiene che ne fossero anche gli inventori. L’inventore pare sia stato , invece, un certo Giovanni Gioia, ma secondo taluni pareri, i marinai del mediterraneo la usavano già da tempo.

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