ANTICO EGITTO – Il culto del SOLE

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Fin dalla preistoria, in quasi tutte le civiltà  è presente il culto del Sole,  concepito come una divinità o una forza superiore che dall’alto veglia sull’uomo, così potente   e accecante da non potersi nemmeno guardare, ma anche così magnanimo, da  offrirgli luce e calore e regalargli la vita.  Fra i tanti fenomeni naturali, dunque, il Sole era certamente quello a cui fu tributato il culto maggiore.

In epoca predinastica, fu adorato ad On, la Eliopoli dei greci, come RA, il Dio “senza immagine” ed a Hyerancopolis, come HORO, “manifestazione di Ra”. Successivamente fu assimilato ad altre divinità: Ammon-Ra, Sobek-Ra, ecc.

In  rapporto alla sua traiettoria nel cielo, assumeva nomi diversi  e cioè:

  • KEPRI  o  KHOPRE  (scarabeo) : al mattino.   Chiamato Il DIVENENTE o L’EMERGENTE, era il dio che sorge e trae vita da se stesso; era il Dio che emerge dal “Tumulo primevo”.  Il geroglifico della Terra o del Tumulo Primevo era lo stesso dello scarabeo  e cioè:  “TA”, per cui  ATUM o DIO NASCOSTO  e  KEPRI o DIO VISIBILE,  sono della stessa sostanza.
  • RA (disco solare):  a mezzogiorno, con il sole allo zenit
  • AMMON (ariete) : al  tramonto
  • KNUM (ariete): Dio degli Inferi e delle Acque nascoste, si identifica con il Sole durante il viaggio notturno e prenderà il nome di  KKNUM-RA
  • HARACTI:   Dio dell’Orizzonte (raffigurato come uomo con testa di falco) – Haracti è anche lo sposo di HATHOR  (dimora di Horo)
  • HARMAKHIS:  ancora “Horo all’orizzonte”

Il percorso del SOLE:

Il sole che attraversa il cielo in una barca è un concetto presente fin dall’epoca neolitica. Il Sole sale in cielo, al mattino, sulla Mandjet,  la “Barca del Mattino” e naviga per tutto il giorno verso Ovest. Al tramonto sale sulla Mesektet, la “Barca della Sera”, con direzione da Occidente ad Oriente e naviga per 12 ore per rinascere al mattino

Gli animali consacrati al Sole sono numerosi:

  • Il Gatto di Eliopoli, esplicita forma di RA, con il compito di proteggere KEPRI,  il “Sole nascente”, dal malefico serpente APEP (più noto come  APOFI),  suo eterno nemico, rappresentante  il Male Assoluto,  il cui solo  obbiettivo era  riportare tutto allo stato di caos primordiale ed opporsi all’ordine precostituito del creato.
  • Divinità solari  femminili associate alla “Luce del giorno”, quali  BASTET, la Gatta Sacra – SEKHMET, la Leonessa Sacra, in cui si identificò anche le dea libica MENHIT- TEFNUT. Signora dell’Umidita.
  • Divinità maschili associate alla nascita del Sole all’orizzonte, come HARACTI,  raffigurato come Falco Sacro, come Bambino, ma anche come la Sfinge oppure  come  AKHER, il Leone, Custode delle Porte degli Orizzonti, attraverso cui il Sole entrava e usciva.
  • RA, privo di immagini,  o ATUM (come era chiamato in origine) è  anche rappresentato nel corpo delle  SFINGI
  • Le città sacre erano: ON o ELIOPOLI, sacra a Ra e PI-ATUM, sacra ad ATUM.  Nella Dottrina Eliopolitana troviamo RA  in lotta contro APEP,  il malefico serpente primordiale, durante il suo percorso notturno negli Inferi. Attaccato alla SETTIMA ORA,  Ra lo sconfigge, grazie anche agli incantesimi di ISIDE, la Grande Maga, Protettrice degli Inferi e lo precipita nel fuoco.  I sacerdoti di Ra confezionavano simulacri di Apep che gettavano nel fuoco ogni mattino al sorgere del Sole accompagnando il rito con formule sacre, per ritrovarselo, però, nuovamente di fronte la notte successiva.

Le due Divinità combattono per la supremazia dell’Universo, ma senza risultati. Così, un giorno il serpente Apep, assunte le sembianze di una bella donna dalla chioma ricciuta, riesce a vincere la prima partita; RA, però, scopre l’inganno e reagisce. In ricordo di quell’episodio, i sacerdoti di Ra usano esibire sul capo rasato, un ciuffo di capelli inanellato.

nota: APEP, però è destinato alla sconfitta e così sarà condannato dal leone AKER, sconfitto da RA, incatenato dalla dea-scorpione  SELKET, distrutto dalla dea-giustizia MAAT

HORO – figlio di ISIDE ed  OSIRIDE, è la manifestazione di  RA.  In egizio HOR, ossia  “L’Alto” è raffigurato come un falco; il suo simbolo, l’UREO, compare sulla corona del Faraone accanto a quello della testa di avvoltoio ed è la “forza divina” che brucia l’avversario.

città sacra di Horo è  NEK-HEN,   la  Hyerancopolis  dei greci

ATEN, era il nome del disco solare e ed era paragonato al Cobra, simbolo del fuoco. distruttivo. Fu elevato a Divinità solo  nella XVIII Dinastia, da Amenopeth IV.  All’epoca era riconosciuta la differenza fra Stelle e i Pianeti: le Ikhemu-sek ,  o “Indistruttibili”  le prime e gli Ikhemu-urd: Le Infaticabili”  i secondi.

 

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