“Hammurabi e l’ annullamento del debito dei cittadini” di Claudio De Maria

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Nonostante la dura Legge del taglione (*) ( occhio per occhio, dente per dente) in vigore in Medio Oriente circa 4000 anni fa, legge citata anche nel Vecchio Testamento, non si può negare che Hammurabi, re di Babilonia, fu un grande legislatore che si prendeva cura della parte più debole di quella antica e socialmente evoluta società.

In una moderna Costituzione, alcune leggi contenute nel Codice di Hammurabi potrebbero essere prese ad esempio e applicate per la loro indubbia rilevanza sociale positiva.
« I poveri, le vedove e gli orfani sono posti sotto la tutela dello Stato. Le donne sono protette contro i maltrattamenti del marito. In favore dei lavoratori viene alzato il salario e sono stabiliti i giorni di riposo annuali »

( Dal Codice di Hammurabi )
Hammurabi, in accadico Khammurabi, dall’amorreo Ammurapi, cioè “Ammu guarisce” ( XIX- XVIII sec.a.C.), fu il sesto re di Babilonia della cosiddetta I dinastia babilonese. Viene ricordato per aver unificato la bassa Mesopotamia e soprattutto per aver promulgato una raccolta di leggi nota come Codice di Hammurabi, che rappresenta uno dei primi esempi di leggi scritte della storia.

Il codice di Hammurabi

Questa raccolta di 292 leggi del re Hammurabi di Babilonia fu scolpita in caratteri cuneiformi su di una stele raffigurante alla sommità il re in piedi, in atteggiamento di venerazione di fronte a Samas, dio solare della giustizia, maestosamente seduto sul trono. Il dio porge ad Hammurabi il codice delle leggi, che dunque sono considerate di origine sacra. La stele è di basalto nero, alta circa 225 cm; venne rinvenuta nella città di Susa (oggi Sush, capitale amministrativa della Contea di Shush).

Si ritiene che fosse originariamente esposta nella capitale, e che sia stata trasportata nel luogo del ritrovamento come bottino di guerra dall’esercito elamita . Dato che nella stessa Susa fu trovato un esemplare analogo, molto probabilmente si trattava di un’opera eseguita in serie, di cui esistevano numerose copie. L’assiriologo Scheil, che faceva parte della missione archeologica durante la quale fu scoperto il Codice di Hammurabi, in meno di un anno riuscì a decifrarlo e nel 1904 ne pubblicò la traduzione.
Il Codice di Hammurabi si trova nel Museo del Louvre di Parigi. In realtà il termine “codice” è inappropriato, perché Hammurabi ci ha tramandato piuttosto un insieme di regole e di giudizi sulle relazioni tra i poteri pubblici e i cittadini. Il regno di Hammurabi, “re” di Babilonia (situata nell’attuale Iraq), iniziò nel 1792 avanti Cristo e durò 42 anni.

Quello che la maggior parte dei manuali di storia non dice è che Hammurabi, come altri governanti delle città-Stato della Mesopotamia, proclamò in varie occasioni un annullamento generale dei debiti dei cittadini con i poteri pubblici, i loro alti funzionari e dignitari. Quello che stato chiamato il Codice di Hammurabi fu scritto probabilmente nel 1762 avanti Cristo. Il suo epilogo proclamava che “il potente non può opprimere il debole, la giustizia deve proteggere la vedova e l’orfano (…) al fine di rendere giustizia agli oppressi”.

Grazie alla decifrazione dei numerosi documenti scritti in caratteri cuneiformi, gli storici hanno trovato la traccia incontestabile di quattro annullamenti generali del debito durante il regno di Hammurabi (nel 1792, 1780, 1771 e 1762 a. C.).

(*)  Pene corporali sono ancora usate  in molti paesi islamici, come Arabia Saudita, Afghanistan, Pakistan e Iran.

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