IL SISTEMA SOLARE – Il pianeta MERCURIO di Valeria Beltaime e Romina Gotti

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Meno di cento metri di diametro, una roccia che orbita nei pressi di Mercurio come un guardiano che silenzioso lo sorveglia e veglia nel suo lento e ripetitivo viaggio nel freddo e buio spazio alieno. Poco freddo e poco buio per la verità perché qui il Sole si vede e si sente. Un satellite naturale? Si , scoperto dalla Nasa, Caduceo questo è il suo nome ha dimensioni e la forma di un asteroide. È l’unico corpo celeste che fa compagnia al piccolo Mercurio, fino a poco tempo fa considerato un pianeta senza satelliti naturali. Caduceo, qual’e’ l.origine del nome? Quando la mitologia incrocia l’autonomia. È il bastone alato di Hermes il dio greco, Mercurio per i romani..
Siamo giunti con il nostro viaggio attraverso il sistema solare su Mercurio. Un mondo plasmato da impatti cosmici questo.
E’ il pianeta più vicino al Sole, nostra stella mater, sempre lei, e di conseguenza è caldissimo e immerso nella luce solare. Impossibile osservarlo attentamente per l’uomo e anche per gli strumenti tecnici come il telescopio spaziale.
Il più vicino al Sole, dicevamo, la temperatura arriva a mezzogiorno all’equatore a 430°C. E un’altra particolarità è la devastante escuriosne termica che causa un salto di 600°C alla variazione di temperatura, verso il freddo. Il pianeta è caldo, caldissimo, la superficie è arida e l’atmosfera è così rarefatta da risultare inesistente,,,,,i venti solari aggrediscono violentemente il suolo. Tuttavia esiste anche il ghiaccio su Mercurio. E’ presente ai poli in qualche zona d’ombra dove è riuscito a resistere, lì, portato probabilmente da qualche cometa in tempi primordiali. Mercurio è un pianeta solido, il più denso del sistema solare a quanto pare. E’ composto per il 70% di ferro.
Il nucleo ferroso, che si è solidificato, ha le dimensioni della nostra luna. Attorno a esso un rivestimento roccioso che si presenta frastagliato, spaccato in fessure e crateri più o meno grandi, dei canyon scorticati dal caldo!
Il createre più grande è il cratere “Caloris” grande tra i 1’300 e i 1’600 Km, scavato da un’asteroide 4 milioni di anni fa. Si tratta di un complesso di depressioni, un centinaio, dal fondo uniforme, che viene chiamato “il ragno”.
Un altro cratere rilevante è “Zola”.
In questo puzzle geologico è possibile trovare piattaforme laviche, lava che era fuoriuscita dal sottosuolo, incandescente, sinuosa, e che poi si è solidificata in superficie, ed è diventata roccia lavica.
Ma noi come le sappiamo tutte queste cose?
Le abbiamo apprese grazie alle innumerevoli immagini ricavate dalle poche esplorazioni spaziali rilevanti per la scoperta. Il terreno accidentato e la temperatura elevatissima, insopportabile, non favoriscono l’esplorazione, anzi. Siamo a 58 milioni di Km dal Sole.
La missione più famosa, e più rilevante, è stata quella del 1973; abbiamo mandato una sonda, il Mariner 10, che sfruttando l’orbita di Venere si è lanciata verso Mercurio e nel marzo del 1974 ha cominciato a “spedire” foto della superficie di Mercurio sulla Terra. Canyon, increspature rocciose e bacini. Una mappa degli eventi geologici succeduti nel tempo.
Una curiosità,,,,, qualcuno ha detto, parlando di Mercurio, “anni che sembrano giorni, giorni che sembrano anni”, perché nelle spirali temporali cosmiche esistono questi affascinanti paradossi. Un anno dura 88 giorni, il tempo che Mercurio impiega a circumnavigare il Sole attraverso lo spazio buio e infinito, ma un giorno dura 176 giorni terrestri,,, I conti non tornano penserete, sì appunto. Non tornano neanche a me,,
E il moto non è nemmeno rettilineo, e costante. Perché capita di veder sorgere due volte il Sole in alcuni punti del pianeta! Quel Sole che vediamo dalla Terra e che su Mercurio ci apparirebbe tre volte più grande.
Quando il pianeta si avvicina al Sole, nella sua orbita ellittica molto schiacciata, accellera, e il Sole sembra fermarsi lì in alto nel cielo. Sembra anche che si sposti nella direzione opposta e tramonti, momentaneamente però. Torna poi a sorgere e a seguire il suo cammino eterno da est a ovest.
Il pianeta sembra aver guadagnato il suo nome a causa del suo moto veloce che ha fatto sì che i Romani lo associassero a Hermes, Mercurio, dio alato portatore di messaggi attraverso il cielo. Celere e agile, dinamico, come i messaggi portati dal vento, come un ladro che fa un colpo e si dilegua…….
Tornando da questa escursione siamo già diretti altrove, dove mi chiedo se troveremo anche le venusiane,,,,,
Lasciamo l’orbita di Mercurio e Caduceo a 57.910.000km dal Sole, qui niente anelli a circondarci solo il nulla,ma aspettate c’è un pianeta la’ in lontananza , ci dirigiamo verso un punto laggiù Venere e la mitologia torna prepotente
Fonti:
° Wikipedia
° http://archive.oapd.inaf.it/pianetav/L15_01S.html
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