MITI NORDICI – LOKI… Il male necessario

MITI  NORDICI  –  LOKI…  Il male necessario

Fin  dall’antichità l’uomo ha creato  favole piene di allegorie e significati nascosti per una umanità che non possedeva nozioni scientifiche ma che affidava al poeta l’incarico di spiegare l’origine del mondo. Spiegazioni immaginarie, certo, ma in cui il dono dell’immaginazione e della fantasia appagava il senso estetico e spirituale. Gli Dei ebbero forma e volto umano, virtù, sentimenti e istinti umani  e ogni elemento e ogni sentimento, il sole, la luna, il cielo, il  mare, l’aria, il fuoco, ma anche  la bellezza, la forza, l’ira, la furbizia, l’ingegno e altro, ebbe la sua divinità e la mitologia nordica è un felice amalgama tra concetti  antropomorfi e animistici.

Loki, divinità appartenente alla mitologia nordica,  è una figura  dalla ambigua dualità:  é subdolo,  doppio, maligno e perfido, ma è anche  generoso  e pronto a  soccorrere gli altri in difficoltà. E’  anche estremamente astuto e  molto ingegnoso. Figlio della dea  Laufey, appartiene alla stirpe degli  Asi, ma  è legato anche ai Giganti,  in quanto figlio del gigante  Farbauti e questo spiega la sua dualità;  di entrambe le razze possiede le caratteristiche: dei Giganti,  simboli di caos e distruzione e degli Dei, simboli di saggezza ed  equilibrio. Loki è un dio ambiguo perfino  nell’etimo del suo nome: fuoco, ma anche aria,  creazione,  ma anche distruzione.

Loki è la personificazione del Fuoco,  benchè sia un Gigante di Ghiaccio,  in quanto nato da un “colpo di fulmine”,  il fulmine scatenato da  Farbauti per colpire la dea  Laufey e metterla incinta, ma  é anche lo spirito del focolare, capace di proteggere la casa,  e che può portare grandi benefici alla casa, ma anche  di fare  scherzi pesanti e paurosi.

La sua natura ricorda un po’ quella dell’egizio Seth, Signore delle tempeste e della siccità del deserto. Seth il Perturbatore, violento ed attaccabrighe, ma anche Colui che ogni notte  contrasta Apep il Distruttore, l’Annichilatore, il cui fine è solo la distruzione del mondo. Loki come Seth!    Il “male necessario” contro il “Male  assoluto” . Il male  insito nella Creazione stessa, necessario, però, a difendere l’equilibrio cosmico, che si basa su  opposti  principi.  Loki come Seth, paradossalmente condannato  a difendere il principio del bene e  l’ordine cosmico. Loki come Seth,  chiamato ad incarnare il principio del male,  ma che si riscatta con una condotta dalle trovate geniali, astute e perfino divertenti.  Loki è una figura ambigua, che agisce al di fuori delle regole convenzionali   e anche morali, che non si pone limiti e divieti. ma che, proprio per questo è il tramite ideale tra il mondo degli Dei e gli altri mondi: quello dei Giganti,  dei Nani e degli  Uomini.

Loki, dunque, è una figura ambivalente: compagno di Odino e Thor, che spesso trae d’impaccio,  ma anche attentatore, attaccabrighe, perturbatore,  cospiratore, camaleontico. Fra le tante funzioni e competenze, ha  capacità di trsformarsi a piacimento. Nei vari miti lo vediamo assumere forma di mosca, foca, salmone, puledra  ecc…  e da quegli stessi miti  emerge la sua natura bisessuale  e il suo  intimo femminino  che lo rende  idoneo a partorire e a  renderlo padre di creature mostruose come il lupo  Fenrir,  simbolo del fuoco-distruttore,  del serpente Midgrdr, condannato a mordersi eternamente la coda, di  Sleipnir il magico cavallo a otto zampe  avuto dallo stallone  Svadilferi dopo  essersi  trasformato  in puledra e ancora, lo troviamo padre di di Hel, la terribile dea della Morte,   ma anche padre delle Streghe, dopo essersi cibato di un cuore di donna trovato semicotto tra le braci  di un fuoco.

Il mito si fa più armonioso e sereno, quando si libera di certi arabeschi bizzarri e feroci e  quando accanto a Loki appare la figura della dea Sigyn,  della stirpe degli  Asi, che gli genera due figli Narfi e Vali, frutto di un  amore fedele e sincero, Sigyn non lo abbandonerà mai, nemmeno nella disgrazia..

Loki viene spesso, nella lettertura, nel cinema  e nei fumetti, erroneamente presentato come figlio di Odino e fratello di Thor, con cui è in contesa per il trono, ma tutto ciò è errato. Loki è un dio antichissimo, presente  fin dai miti della Creazione, nei quali si racconta che insieme agli dei Odino e Uoenir, creò l’uomo,  utilizzando un tronco d’albero, ma che fu proprio Loki a dare al simulacro un bell’aspetto ed a  fargli, tra gli altri, anche il dono del fuoco. Per questo egli è spesso identificato con Prometeo.

Non solo con gli uomini, ma anche con gli Dei, Loki fu sempre pronto e disponibile e così lo vediamo impegnato nel recupero del Mjöllnir,  il martello di Thor, rubato dal gigante  Utgarða o stringere un patto di fratellanza di sangue con Odino o aiutare  Thor nelle sue imprese o quando con uno stratagemma impedisce che Freyja, la dea dell’Amore, finisca sposa di un Gigante di ghiaccio e altro ancora.

Molto spesso, però, fu anche subdolo e  perverso, come quando rubò la collana che Freyja aveva avuto in dono dai quattro nani, per portarla ad un gelosissimo Odino o quando  rapì Jòunn dopo averla accusata di lussuria e ancora, quando per malvagio piacere tagliò nel sonno alla bellissima  Sif, sposa di Thor, la sua bella chioma.

Mago eccelso, egli, però, applica i suoi poteri in modo subdolo e  dannoso, allo scopo di perturbare  l’armonia del cosmo. La sua colpa più grave fu l’aver impedito il ritorno tra i vivi  del dio Baldr, dopo averne provocato la morte. Per questo peccato fu condannato dagli Dei ad essere legato ad una roccia con un serpente che faceva colare veleno sulla sua faccia.  Una punizione che la dolce Sigyn tentava di alleviare  cercando di raccogliere  il veleno in un recipiente, ma che, quando lei si allontanava per  svuotarlo, il veleno lo feriva al volto, causandogli spasimi così atroci da far sussultare la terra;  punizione che ricordava molto quella dell’aquila che dilaniava il fegato,   riservata dagli Dei a Prometeo, colpevole anch’egli, di aver consegnato il fuoco all’uomo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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