Storie d’amore e di sangue – Piramo e Tisbe… e i frutti di gelso

rogeliodeegusquiza1915Piramo e Tisbe erano due giovanissimi innamorati, vicini di casa,  ostacolati, però, nel loro sentimento dalle famiglie.  Per comunicare non avevano che un piccolo varco nella parete, cosicchè, un bel giorno i due decisero di  mettere in atto una romantica fuga d’amore.  Il luogo d’incontro doveva essere una pianta di gelso dai candidissimi frutti, in un boschetto vicino.

La prima ad arrivare all’appuntamento, fu Tisbe, la quale si pose in trepidante attesa dell’amato. Quand’ecco arrivare invece una leonessa dalle fauci ancora grondandi del sangue delle pecore di cui aveva fatto strage. La ragazza riuscì a mettersi in salvo fuggendo, ma  nella corsa perse il  velo, che la belva afferrò e stracciò con gli artigli affilati, prima di allontanarsi.

Quando più tardi Piramo giunse all’appuntmento e vide il velo insanguinato, credendo che la ragazza fosse stata uccisa dalla belva, si trafisse il petto con la sua spada.

Tisbe arrivò poco dopo e lo trovò in fn di vita;  invano cercò di rianimarlo, invocando il suo nome. Piramo aprì gli occhi e la guardò, per la prima e l’ultima volta, e prima di morire ,pronunciò il suo nome.

Straziata dal  dolore,  anche Tisbe si trafisse con quella stessa spada  e gli cadde morta sul petto. Del loro sangue furono imporporati per sempre i frutti del gelso  fino ad allora candidi come la neve.

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