La stele egizia

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E’ un monumento di pietra di modeste dimensioni su cui è concentrata la decorazione di una intera cappella. Per le sue dimensioni ridotte è largamente  diffusa a partire dall’Antico Regno; conosciamo uno dei primi esemplari risalenti a Narmer, fondatore del Regno Unito d’Egitto. Dapprima hanno forma rettangolare, ma successivamente si arrotondano; al di sotto  lo spazio si divide in registri, dove si alternano scene  di offerte, raffigurazioni del defunto, Preghiere ed Inni agli Dei.

Queste le Stele funerarie, ma vi sono stele con altra funzione. Ci sono  “Stele Regali”,  contenenti documenti dei Faraoni e loro funzioni; ci sono “Stele Magiche” , “Stele Religiose”, ecc.

  • Stele Magiche: risalgono al Primo millennio a.C. e sono praticamente degli amuleti; raffigurano il defunto chereca in mano una stele.  La figura dominante di questa stele è Horo-Bambino, posto su un coccodrillo e con in mano serpenti e scorpioni, a simboleggiare le proprietà terapeutiche del Dio. Tutt’intorno, fittissime iscrizioni.
  • Stele Religiose, poste in luoghi sacri come Santuari. La decorazione presenta una persona nell’atto di preghiera oppure di offerta.
  • Stele Commemorative: sono stele che riportano eventi importanti come imprese. guerre, vittorie, battaglie. Celeberrima quella  di Thutmosis III a Kerkhemish per celebrare la vittoria o quella di Kamose  per celebrare la scacciata degli Iksos
  • Stele di confine: celebre quella di Athenaton  sui confini di Akhetaton.

Le più numerose, però sono quelle funerarie, di epoca diversa e dissimili fra loro per forma e contenuto. Compaiono già nella Prima Dinastia.

STELE DELL’ANTICO REGNO

E’ una edicola ricavata nella parete occidentale della cappella, dove si svolgono i riti celebrativi per il defunto, che è quasi sempre un nobile o dignitario di corte.
E’ chiamata convenzionalmente “Falsa Porta” per la sua struttura a forma di porta, con architrave, stipiti, ecc.
E’ un monoblocco di grande dimensione, quadrangolare, ma più spesso rettangolare ed è monocromatico e completamente rivestito di figure ed incisioni distribuite sui registri.
Nella parte superiore è raffigurato il defunto davanti alla mensa e sull’architrave sono riportati il nome ed i titoli del defunto; lungo gli stipiti compaiono le figure dipinte o incise dei membri della famiglia e dei servitori, nelOl’atto di porgere offerte.
Lo scopo è quello di assicurare la sopravvivenza al defunto attraverso un cerimoniale magico-rituale e per questo è necessario pronunciare il nome del defunto e recitare la “formula dell’offerta”.

STELE DEL MEDIO IMPERO

Nel Medio Regno la stele funeraria conosce una profonda evoluzione, anche se lo scopo resta sempre lo stesso.  Queste stele  hanno dimensioni minori rispetto a quelle dell’Antico Regno. Anche la forma muta: sono arcuate, a simboleggiare il firmamento e la via solare che il defunto deve percorrere.
Sono policromatiche e i colori sono assai vivaci, che siano dipinte oppure a rilievo.
I registri sono due o anche più e mostrano varie scene:
– la figura del defunto, che può essere da solo oppure con altre figure minori.
– scena con la “formula dell’offerta”
– scena di preghiera, esortazione o autoglorificazione. Come la stele di Meru, risalente alla XI Dinastia. Di grande importanza poiché riporta la data: 46° anno di regno del faraone Metuhotep II.
Meru è il Tesoriere del Faraone e i colori predominanti della stele sono:
– il rosso (per la pelle degli uomini)
– il giallo (per la pelle delle donne)
– – il verde (per i vegetali)
– – bianco (per gli abiti di lino)
Altro esempio eccellente è quello della Stele di Abkau, della XII Dinastia.
Nel registro superiore c’è una lunga iscrizione   in cui egli dice di aver raggiunto Abidos,     “scala del Dio Augusto”. Poiché questa “scala”, nominata in più stele, corrisponde alla cintura muraria del Tempio di Osiride ad Abidos, forse la stele proviene proprio da lì.
Ne registro inferiore è riportata la scena del defunto assieme alla moglie, Mentutepank, (in atteggiamento affettuoso) davanti alla mensa. Compare anche la figura della figlia Neferut, seduta ai suoi piedi, che si appoggia con gesto affettuoso alle sue gambe.
Sotto, infine, c’è il suo “diletto amico”,   Ib, il quale, in veste di chery-webb, sacerdote-lettore, dedica le offerte.

nota: il verde dei geroglifici non è originale: di solito si usava l’azzurro, che era il colore del cielo di Horo.
Altra nota: si tratta di persone di ceto meno elevato di quelle dell’Antico Regno e questo significa che c’è una più larga coscienza e consapevolezza di sé, nel popolo, soprattutto se di ceto medio.
Nell’Antico Regno erano principi e dignitari, qui ci sono anche architetti, tesorieri e “nobildonne”, come si è definita una donna nel registro della sua stele.

 

LA STELE NEL NUOVO REGNO

Sono le più interessanti e numerose e si assomigliano tutte: arcuate e coloratissime.
Hanno dimensioni ridotte, ma sono molto decorate; in legno dorato, recano iscrizioni votive, propiziatorie e di ringraziamento.
I registri sono diversi e presentano:
– il defunto
– Divinità varie (soprattutto Osiride, Anubi, Horo)
– Testo scritto: con preghiere, ma anche scene del rito della pesatura del cuore o del viaggio del defunto nell’Aldilà.

La principale caratteristica di queste stele sta nel fatto che il defunto non si limita a menzionare i propri titoli (come in epoca Antico Regno), ma vi aggiunge le qualità morali; a questi elementi etici, inoltre, se ne aggiungono altri di carattere religioso: gli Dei, che non compaiono nell’Antico Regno, qui, invece, sono menzionati ed invocati o, addirittura, pronti a ricevere ed accogliere il defunto.
Come nella stele di Nanai, che rende omaggio ad Osiride ed Anubi.
Oppure quella di Kamose, Scriba reale dal 5° al 38° anno di regno del faraone Ramesse II.

Nota: le stele degli operai di Dei-el-Medina, infine, sono tipiche e particolari poiché riportano preghiere rivolte a Meertseger, Dea-Serpente, Protettrice della necropoli; molte di queste stele erano sparse nei luoghi frequentati da serpenti.

 


LA STELE IN TARDA ETA’

Sono presenti un po’ tutti gli stili; ricompaiono perfino le False-porte.
Policrome e molto arcuate, nei registri si scrive un po’ di tutto: dal viaggio del defunto attraverso la DUAT, l’Aldilà egizio, alle scene di adorazioni agli Dei; dalle iscrizioni riguardanti la vita del defunto a  quelle riguardante la storia degli Dei.
Al Museo egizio di Torino vi è una serie numerosa di queste stele, con le seguenti caratteristiche:
– l’Arco, sotto cui il Sole in forma di Disco Solare occupa la parte più significativa della stele
– scene varie, raffiguranti il viaggio della Barca Solare, del Tribunale di Osiride, adorazione agli Dei, ecc..
– iscrizioni varie, come quelle che seguono:
“… chiunque agisca contro questa stele sarà giudicato da Dio, Signore del Cielo”
oppure:
“… io sono stato molto amato dagli uomini…”

Una nota tutta particolare, naturalmente, merita la Stele di Rosetta, la quale ha permesso la decifrazione della scrittura egizia, di cui si rimanda la lettura all’articolo in questione.

 

 

 

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