“I RAGAZZI e la SCUOLA – La Scuola di oggi…di LIA JONESCU”

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“LA  SCUOLA  OGGI”   di   LIA  JONESCU
 Da diversi anni do ripetizioni ai ragazzi delle Scuole Medie e delle Superiori, i miei capelli sono diventati bianchi e di gioventù ne ho vista tanta e ho visto anche tante realtà. Ho visto cambiare la scuola, i metodi e i libri; ho visto cambiare gli insegnanti , gli allievi e le famiglie ed anche i rapporti tra gli allievi e il corpo docente e viceversa e tra genitori ed insegnanti. Prima di essere un’ insegnante sono stata una allieva in anni di riscossa e cambiamento..È vero allora la Scuola era un ambiente chiuso e a volte repressivo, io parlo delle scuole pubbliche, quelle private oltre ad essere privilegiate per i servizi erano frequentate da ragazzi già inquadrati venendo da famiglie agiate, ma non per questo migliori. La scuola pubblica doveva essere più severa per la promiscuità , e gli insegnanti, quasi tutti trapiantati dal Sud, meno aperti alla discussione e alla progettualità, gli alunni accennavano ad una ribellione ma lo studio comunque si portava avanti.
Forse per una forma di rispetto che oggi è piuttosto difficile trovare, e purtroppo non solo nella scuola, portava ad atteggiamenti meno liberi che aiutavano, però, anche a livello disciplinare.
Dagli anni 70 si aprono nelle scuole attività impensabili fino a pochi anni prima, ad esempio i Laboratori Didattici chiaramente a discrezione del preside o direttore dell’ Istituto, sotto il patrocinio del Provveditorato agli Studi.
Ecco, questo uscire dagli schemi rigidi e coinvolgere i ragazzi in attività, sempre culturali ed educative, ma al di fuori di regole suscitava nei giovani desiderio di conoscenza e di autonomia.
La nostra cara amica Maria Pace mi ha fornito le foto dei suoi ragazzi coinvolti in un Laboratorio Didattico riguardante l’ Egitto e il Medioevo.
img_5212     Sala delSarcofago della tomba della regina Nefertari
IMG_7057 Studio sulla vita di corte -Italia del’400
IMG_6527 Una delle numerose classi partecipanti al LABORATORIO DIDATTICO
Gli stessi si sono improvvisati disegnatori, architetti, ricostruendo tombe e ville e studiando nel particolare una Storia che forse limitata al libro non avrebbe suscitato un così forte interesse. Purtroppo le migliori iniziative sono andate scemando negli anni. Diamo la colpa alla crisi e in parte è vero; mancano i soldi e spesso i presidi devono contare esclusivamente sul budget scolastico…li dove possibile.
Di contro i ragazzi sono presi da altri interessi… più di tutti, Internet che se usata nel giusto modo e con la supervisione di un adulto, potrebbe essere un ottimo motore di conoscenza. Alcune scuole se ne giovano altre hanno i mezzi ma manca la capacita di usarli. Seguire i ragazzi capillarmente vuol dire affrontare delle realtà meno emergenti in una classe.
Un’altra realtà che spesso può diventare un problema è la mancanza di fiducia tra insegnanti e genitori e viceversa. I genitori sono sempre più propensi a lasciare l’educazione dei figli nelle mani degli insegnanti e questi sempre più protesi a dare colpe alle famiglie. In medio est virtus…..saggia frase. L’ educazione parlo anche di Etica dovrebbe essere compito della famiglia e gli insegnanti a loro volta dovrebbero, oltre che suscitare interesse nello studio, colmare le lacune e svegliare l’attenzione dei ragazzi. Ho visto personalmente menti ottuse, all’apparenza, svegliarsi e trasformarsi diventando attente osservatrice e ancor più aperte ed entusiaste. Molte scuole hanno a disposizioni mezzi e personale addetti alla divulgazione come si diceva di Internet, ma più semplicemente, diapositive letture al di fuori di testi scontati basterebbe anche più amore e passione . Coinvolgere i ragazzi in un lavoro li fa sentire partecipi di un progetto comune e quindi si entusiasmeranno nel sentirsi utili e attivi e questo li farà migliorare anche nelle altre discipline. Ma anche le famiglie dovrebbero esser più attente essere presenti e non opprimenti, osservare ogni aspetto del proprio figlio e non dare a priori la colpa agli insegnanti o agli stessi ragazzi. Uno dei miei ragazzi è stato male e non ha frequentato per due giorni… ha chiesto i compiti ai compagni…  “Non mi rispondono ” mi dice. Controllo il telefonino e trovo questo messaggio ciclostilato. ” AO me manni i compiti ” …  Io non ci ho visto più.. Scritto in dialetto senza un per piacere e un grazie. Chiaramente mi sono risentita, lui si è mortificato  e la madre rideva…  Forse bisognerà rieducare anche le famiglie….
continueremo nei prossimi giorni.
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