ELISABETTA TUDOR… di Sabrina Granotti

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Ascesa al trono dopo la morte della sorellastra Maria I La Cattolica (1558), Elisabetta I Tudor deliberò di confermare la Riforma Anglicana realizzata dal padre Enrico VIII, attirandosi così la scomunica da parte di papa Pio V. Decisa a dedicare l’intera esistenza alla propria corona, fu detta la Regina Vergine, poichè non si unì in matrimonio con nessun uomo, dichiarando di aver “sposato l’Inghilterra”.
Il re di Spagna Filippo II, vedovo di Maria la Cattolica, le propose le nozze, con il proposito di poter controllare la politica inglese; ella però rifiutò sdegnosamente, decisa piuttosto a sancire la supremazia britannica sui mari, proprio ai danni della rivale iberica. Iniziò così un’accesa rivalità, portata avanti con coraggio e determinazione dalla sovrana.
La partecipazione alle guerre di religione sempre su fronti contrapposti acuiva l’inimicizia tra i due Stati. Su tutti i mari i Corsari, pirati inglesi legalizzati dalla regina con il proposito di assestare duri colpi alle già provate finanze di Filippo II, depredavano i galeoni spagnoli carichi delle ricchezze prelevate dalle colonie dell’America meridionale; inoltre i Britannici erano da tempo abili commercianti e in questi anni fondarono le compagnie commerciali del Baltico, del Levante e delle Indie orientali. Nel 1548 venne fondata la prima colonia inglese nell’America settentrionale: la Virginia, il cui nome venne appunto ispirato dalla sovrana.
L’antagonismo religioso e le lotte sui mari fra le due potenze dovevano portarle ad uno scontro frontale; l’occasione si ebbe quando la regina di Scozia Maria Stuart dovette fuggire dal suo regno a causa di una rivoluzione religiosa guidata da John Knox; elle chiese asilo ad Elisabetta I, che era sua cugina, facendo sorgere un grave problema: l’adesione di Elisabetta I all’Anglicanesimo le aveva procurato la scomunica da parte di papa Pio V e i cattolici inglesi cominciarono a vedere nella cattolica Maria la “loro” regina. Di fronte alla minaccia di una guerra civile, Elisabetta preferì imprigionare e successivamente far decapitare la cugina. Filippo II assunse il pretesto dell’esecuzione di una sovrana cattolica per attaccare l’Inghilterra: egli allestì un’immensa flotta, denominata Invincibile Armata, che però non seppe tener fede al proprio nome. Sir Francis Drake (il capo dei Corsari che Elisabetta aveva coperto di onori), ormai ufficialmente al servizio della corona inglese, seppe frantumare la battaglia navale in tanti piccoli scontri, nei quali poteva sfruttare l’agilità delle navi da corsa, ben più maneggevoli dei mastodonti spagnoli; la flotta di Filippo II, già indebolita e colpita anche da una tempesta, fu annientata prima di raggiungere la Manica (1588). La potenza politicamente ed economicamente più avanzata trionfò così sul conservatorismo e l’arretratezza di un regime ormai superato dai tempi.
Elisabetta morì nel 1603 senza eredi; si concluse con lei la dinastia Tudor, ma l’Inghilterra ne usciva accresciuta sia dal punto di vista economico che da quello militare.
Tratto da Sabrina Granotti – “S.O.S. STORIA”, vol. 3

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