IRA – Quarto dei sette vizi capitali.. di Maria Pace

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« Cantami, o Diva, del Pelide Achille
l’ira funesta che infiniti addusse
lutti agli Achei…”
Chi non conosce questi versi? Quelli che seguono, del faraone Akhenaton, XVIII Dinastia, sono meno noti, ma non meno riflessivi
“Come il vortice nella sua furia sradica gli alberi, e deforma il volto della natura, o come il terremoto nelle sue scosse stravolge intere città; così la furia di un uomo arrabbiato getta rancore attorno a lui.”
Che cosa è l’Ira? Ecco come recita il dizionario:
“Movimento disordinato dell’animo onde siamo violentemente eccitati”
Ma che cosa la scatena e quali soggetti particolarmente ne sono affetti? L’iracondo è un individuo chiuso di carattere, in cui la collera costituisce l’emozione predominante, aggressivo, prepotente ed assai suscettibile. A scatenare la sua ira, basta poco: basta anche solo una parola o un gesto di mancanza di rispetto. O che tale egli ritenga.
La collera, infatti, è un violento impulso capace di offuscare la mente e il cuore, rimuovere i freni inibitori e spingere l’individuo verso i più bassi istinti. Un bisogno violento di reagire, dunque, contro chi ci fa torti, violenza ecc… o semplicemente ci contraria o ci umilia, che scatena in noi una forte emozione, un desiderio di rivalsa, vendetta, ecc contro provocazioni volontaria o non volontaria.
Le manifestazioni di collera, però possono essere assai diverse.
Confusa spesso con la rabbia, c’è una collera fredda e calcolata e una collera calda e istintiva. Nella prima, le parole sono urlate, l’atteggiamento è scomposto e violento; nel secondo, invece, le parole sono calcolate e i gesti misurati
Nella prima, chiamata anche ira attiva o aggressiva, l’esplosione arriva improvvisa, sollecitata dall’istinto di conservazione, quando l’individuo si sente minacciato o in pericolo. Ma può essere collegata anche alla percezione di un torto o danno subito o semplicemente per predisposizioni caratteriali, in persone colleriche, aggressive, ecc. Si tratta di un’ira furibonda che si manifesta attraverso atti violenti contro gli altri,ma anche contro se stessi; contro animali ma anche contro le cose. E non raramente contro persone innocenti ed estranei ai fatti, come picchiare mogli e figli come sfogo per un torto subito sul lavoro o altrove.
Nel secondo, chiamata anche ira passiva, si manifesta attraverso un falso atteggiamento che nasconde quello che l’individuo prova realmente: falsa mitezza, falsa accondiscendenza, falsi sorrisi, ecc…
L ira aggressiva è un sentimento irrefrenabile e lo si legge chiaramente sulla faccia dell’individuo: paonazza ed alterata. In realtà, è una passione che fa parte di noi ed è un indicatore di qualcosa di irrisolto che è in noi e ci fa perdere il controllo.
L’ira è uno stato psichico che genera frustrazione e danneggia la nostra stessa salute. Però esiste anche un’ira giusta e legittima, che mira a punire il colpevole con un giusto castigo, adeguato all’offesa arrecata; un’ira pacata, in grado di produrre qualcosa di positivo. Anche gli effetti visivi, sulla faccia dell’individuo sono diversi: non faccia paonazza ed alterata, vene del collo gonfio, sguardo lampeggiante, ma il contrario:l’individuo legittimamente irato è pallido in volto, ha il cuore serrato e la gola chiusa.
E’ errato, però, pensare che, a rispondere a slanci di collera siano solo persone dal temperamento collerico. L’ira può manifestarsi anche nel più pacifico degli individui, soprattutto se giusta e legittima; può manifestarsi perfino nel bambino, in cui non esistono ancora passioni, ma solo istinti.
E allora? Meglio reprimere o assecondare queste nostre intemperanze?
Non è facile controllare tali moti dell’animo. Di certo, l’ira è una pessima emozione da cui tenersi lontano, ma, come tutti i sentimenti anche l’ira può avere qualche lato positivo.
Innanzitutto è sempre consigliabile non reprimere l’ira, ma affrontarne la causa . Se si riesce a mantenere un certo equilibrio, non è detto che un sentimento d’ira sia sempre da condannare. Esprimere la propria contrarietà a certe situazioni o prendere atto delle proprie frustrazioni non è sempre negativo. Occorre, però, farlo nel modo più giusto e pacato. Senza reprimere l’ira, ma tenendola sotto controllo.
Il consiglio di saggi e filosofi aiuta molto. Ecco cosa diceva Socrate:
“Arrabbiarsi con la persona giusta, nel modo giusto e nella misura giusta.”
E ancora, il consiglio dei saggi egizi
Infine il buonsenso: un sorriso ironico aumenta l’ira, mentre un sorriso dolce la smonta.
Sappiamo che gli effetti dell’ira possono essere devastanti e i danni, sia con parole che con atti compiuti in un eccesso d’ira, possono essere irreversibili. Sappiamo anche che in certe situazioni mantenersi calmi è davvero assai difficile:l’atteggiamento aggressivo oppure offensivo di certe persone sono capaci di rimuovere nostri freni inibitori e far precipitare la nostra ira in un atto di intemperanza. Mantenersi calmi, dunque, è la forza dei saggi.

 

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