INTERVISTA lasciata alla scrittrice Maria Pace da Michela Clames

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1) Innanzi tutto chi è Michela Clames ?

Sono nata Palermo il 09/07/65. Da 43 anni vivo a Torino , sono sposata  e con due figli. Mi occupo di trattamenti olistici ;sono una riflessologa plantare .

2) Quella della scrittura èuna passione attuale oppure l’ha sempre coltivata?

Fin da bambina ho sempre usato l’immaginazione , con l’adolescenza mi sono accostata alla scrittura: poesie o semplici riflessioni, ma ho pubblicato il mio primo libro soltanto nell’ultimo anno.

3) Come nasce l’idea di un libro?

Sono una persona alla quale piace condividere le proprie emozioni; il mio bisogno di scrivere nasce proprio da questa personale  caratteristica.

4) Ci parli dei suoi libri.

Come ho già detto, questo è il mio primo libro.  “Volevo dire…”  narra le vicende una giovane donna che con tenacia e intelligenza trova il riscatto da una condizione di sottomissione.

5) I suoi libri hanno riscosso successi e riconoscimenti?

Sono una scrittrice esordiente;  chi lo ha letto,  però,  lo ha trovato piacevole e scorrevole ed ha dischiarato di essersi  immedesimato nelle vicende.

6) A quale genere letterario appartiene il suo libro?

Narrativa di costume e ambiente.

7) Quali genriletterari preferisce?

Narrativa generale, fiabe, narrativa storica,  filosofica,  saggistica,  di costume

8) Quali sono secondolei i requisiti necessare per un buon libro?

Deve avere una trama coinvolgente ,  duna scrittura semplice e scorrevoleeve  e avere una morale.

9) Potrebbe darci un assaggio del suolibro?

CAPITOLO  I – ANNA

Questa storia, la storia di Anna, inizia con il primo vagito.

S’era d’estate, a V. un paese del sud, intorno agli anni cinquanta. Faceva caldo, il sole picchiava implacabile.

Angela, una donna dal fisico minuto, che l’avanzata gravidanza aveva reso grossa e voluminosa, senza però, minimamente sminuire la sua bellezza, si affacciò sull’uscio di casa; aveva una cesta in mano.

Ventitre o ventiquattro anni, Angela era una giovane schiva ed introversa e fortemente attaccata alla famiglia: un marito e due bambini.

Vivevano in una cascina circondata di terreni, nel bel mezzo della campagna, che fungeva da abitazione e stalla: a quei tempi i contadini vivevano in quel modo, in piena promiscuità con il bestiame..

Angela uscì fuori, per raccogliere le lenzuola stese sopra un filo di ferro teso tra due pali di legno, quando ebbe una contrazione e si lasciò scivolare a terra, dove restò a riprendere fiato: lei sapeva distinguere un dolore da parto, perché lo aveva già vissuto due volte, con due figli, Giuseppe e Antonio.

Angela si sorprese a pensare che quei nomi erano stati scelti per rispettare la tradizione. Il primogenito portava il nome del nonno paterno, il patriarca della famiglia e il secondo, invece, quello del padre materno. Anche per il nuovo o la nuova arrivata, il nome era già pronto: Anna se fosse stata femmina e Rosario se fosse stato un maschio.

10) Quali profetti ha per il futuro ?

Prossimamente ci sarà una presentazione e in progetto uscirà una raccolta di poesie riflessioni  racconto e fiaba ; a cui seguirà un nuovo romanzo.

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