I DODICI CESARI – CLAUDIO

310px-Proclaiming_claudius_emperorclaudio

 

Gli storici contemporanei ci hanno consegnato di questo Princes il ritratto di un uomo assai pavido, corrotto e perfino un po’ ritardato, in un quadro politico degradato a causa dell’adulazione. Dice Tacito:

“Purtroppo l’età di cui io parlo fu a tal segno corrotta che non solo i cittadini di grado elevato… ma tutti i consolari… e molti pure fra i semplici senatori facevano a gara nell’acclamare ogni misura più vergognosa. Qualunque cosa facesse l’imperatore, non incontrava resistenza coraggiosa. In qualunque campo…. Così, ad esempio, i Senatori si precipitarono ad approvare il matrimonio di Claudio con la nipote Agrippina, che a Roma era considerato incesto…”

In realtà, Claudio fu un buon Princes, ma lo fu contro la sua stessa volontà: egli non aveva mai aspirato a ricoprire quella carica. Alla morte di Caligola, per mano di Cassio Cherea, ufficiale della Guardia Pretoriana,  appartenente alla corrente di nostalgici del regime Repubblicano, i quali brigavano per il ritorno della Repubblica, Claudio si vide, suo malgrado acclamato Imperatore; i rivoltosi, infatti, furono sopraffatti  dalle guardie di Palazzo, che volevano conservare l’attuale regime per non rinunciare ai molti privilegi acquisiti.

In quel frangente, Claudio diede effettivamente segno di debolezza e pavidità. Era  mezzogiorno quando, il 24 gennaio del 41, Caligola fu assassinato; convinto  che i congiurati volessero eliminare tutti i membri della famiglia imperiale,  si nascose dietro una tenda e proprio qui fu scovato ed acclamato imperatore dai Pretoriani, i quali non volevano affatto il ritorno alla Repubblica.

Claudio accettò il principato, ma con una certa riluttanza. Svetonio racconta così l’evento:

“Lo misero in una lettiga e poiché i suoi erano fuggiti, reggendolo in spalla un po’ gli uni e un po’ gli altri,  lo portarono all’accampamento fra la commiserazione della gente che lo incontrava, come se fosse tratto innocente al supplizio.”

Ma chi era Claudio?

Nipote di Marco Antonio e figlio di Druso e di Antonia Minore, nonché fratello di Germanico. Membro assai importante della famiglia imperiale, a causa  di gravi patologie, fu tenuto lontano da impegni e cariche pubbliche e  gli furono impedite uscite pubbliche di rilievo.

Infanzia e giovinezza furono molto infelici. Rifiutato e respinto, dalla famiglia in primo luogo e poi dagli altri,  era fatto oggetto di derisione, cosa che impensieriva e turbava lo stesso Augusto che, in una lettera a Livia, esprimeva la sua profonda preoccupazione per “quello strano ragazzo”.

Ma Claudio era davvero un ritardato mentale? Qual era il suo  aspetto?

Alto e massiccio, Claudio era afflitto da numerose patologie e tare fisiche che gli conferivano un aspetto alquanto ridicolo e strano. Balbuziente, aveva bocca bavosa e naso moccioso, voce rauca e risata sgradevole ed era perfino un po’ sordo. A questo si assommavano il tremito della testa,  un’andatura zoppicante e strascicante ed una mollezza alle membra inferiori. Tutti disturbi che si manifestavano soprattutto  quando era in azione ed in movimento. Quando, invece, era fermo o seduto, appariva perfino di bell’aspetto.

Secondo Svetonio i disturbi motori risalivano alla prima infanzia; successivamente,  nell’adolescenza, era stato colpito da varie malattie che gli avevano indebolito spirito e corpo, per cui era stato giudicato non idoneo a  ricoprire cariche pubbliche, che non gli vennero mai affidate,  come invece a Germanico, il fratello.

Più esplicito fu Dione Cassio che parla di malattie quali meningite o encefalite.  Gli antichi autori, però, non erano affatto in grado di identificare con sicurezza queste patologie e da qui l’equivoco.

Contrariamente a tutti gli altri Princes, Claudio non ebbe una preparazione culturale, né un vero Precettore che si curasse della sua formazione culturale e spirituale;  il giovane Claudio, però, era uno spirito curioso. Assai curioso. Ed appagò da sé quella sua grande curiosità intellettiva. Studiò da solo, Storia e Lettere. Soprattutto Greco, tanto da essere in grado di sostenere una conversazione con ambasciatori greci.

Screditato, per incapacità, sul piano intellettuale, in realtà,  egli era riuscito ad affinare le proprie qualità intellettive, sì da permettergli  una produzione letteraria  veramente notevole. Da vero erudita.

Scrisse “La Storia dei Tirrenici”,  opera composta da venti libri, cui seguì “La Storia dei Cartaginesi”, 8 libri. Iniziò anche una “Storia Romana” che abbandonò su pressione dei familiari, dopo aver scritto due libri. Sempre su Roma, però, scrisse una Storia a partire dal Principato di Augusto, composta di 4 libri  e infine, una Autobiografia di ben otto volumi. Ma non è tutto! Da perfetto erudita, introdusse nell’alfabeto tre nuove lettere, rendendo più spedito e preciso l’alfabeto. Gli fu riconosciuta, inoltre, per eleganza, l’arte dell’eloquenza, pur alterata dalla balbuzie.

Una grande opera letteraria, che, bisogna precisare, in parte di natura compilativa e, dunque, non propriamente originale, che indusse Seneca a sbeffeggiarlo, ma che dimostra la  forza di volontà e la  grande curiosità intellettiva  di questo studioso che non aveva avuto Precettori o Maestri , al contrario di altri… e dello stesso Seneca. Dimostra anche  che l’accusa di debolezza intellettuale è infondata e superficiale.

Claudio era, dunque, un uomo amante della cultura, esperto in Storia, tra cui quella etrusca; frequentava ambienti frequentati da storici e letterati, conosceva Testi Antichi e citava a memoria i versi di Omero.

Un uomo ritardato non poteva essere tutto questo!

Ma allora, quale può essere  stata la ragione di una così cattiva reputazione?

La sua disgrazia fu la malattia e soprattutto l’aspetto estetico che questa malattia conferisce al paziente: una malattia che, se ancora oggi viene accettata con molte remore, all’epoca era addirittura discriminante.  Per descrivere quelle patologie, di cui non avevano, però, alcuna cognizione, storici come Svetonio, Tacito e soprattutto Seneca, usarono termini particolari  e fuorvianti. E, cosa ancora più grave, le capacità intellettive del giovane Claudio, furono completamente sottovalutate. Accadde che, mentre Germanico viene affidato ad un eccellente Precettore, Claudio viene messo nelle mani, nientemeno che, di un ex mulattiere, al solo scopo di  essere sorvegliato.

Egli, dunque, provvide da solo alla propria formazione culturale, ma neppure questo bastò a convincere la famiglia imperiale che lo rifiutò totalmente. La madre Antonia giunse a definirlo “aborto” o “uomo incompiuto” e la nonna, Livia, si rifiutava di comunicare con lui direttamente. Solo Augusto dimostrava per lui un po’ di umana comprensione, ma, il timore che potesse fare qualche grosso errore che mettesse in imbarazzo la famiglia imperiale, lo convinse a tenerlo lontano dalla vita pubblica. Tiberio respinse le sue richieste di qualche carica pubblica con una grossa somma di denaro e Caligola, per primo gli offrì il Consolato, ma, solo per controbilanciare l’enorme popolarità del fratello Germanico.

Più che di stupidità, in realtà, Claudio era tacciato di smemoratezza,  distrazione e grossolani errori, ma tutto ciò,   tenendolo lontano dai pubblici uffici, lo condusse ad una  totale mancanza di fiducia in se stesso e ad una sempre crescente difficoltà di adattamento alle circostanze.

Dione Cassio dirà:

“… non furono tanto i suoi malanni, quanto i suoi liberti e le sue donne a danneggiarlo.  Poteva accadere perfino che egli non fosse al corrente  di decisioni presi dai liberti…”

Liberti e  donne.

I liberti erano Callisto, Narciso e infine Pallante, uomini capaci, da cui  si fece affiancare per svolgere al meglio il suo compito di Princes,  il cui apporto permise una amministrazione rigorosa ed efficiente, ma lo rese completamente succube dei tre e strumento dei loro intrighi. Facile, per un carattere molto influenzabile, impressionabile e pauroso. Paure ed angosce create ad arte da liberti e mogli, quando volevano sbarazzarsi di qualcuno. Come nel caso di Silano, fatto giustiziare solo perché il liberto Narciso gli aveva riferito di aver sognato che quegli lo stava sgozzando.

Di carattere debole, si prestava facilmente anche alle sottili manovre delle mogli. Due in particolare: Messalina e Agrippina.

Claudio ebbe  quattro mogli. I primi due furono matrimoni politici combinati dalla famiglia, ma gli altri due ebbero una grossa componente passionale.  Dalla terza moglie, Valeria Messalina, figlia di un cugino, ebbe due figli: Ottavia e Britannico. Donna di nobilissimi natali, Messalina era anche una donna dissoluta e priva di principi morali. Di lei si raccontano episodi  a tinte così forti da mettere in dubbio la loro veridicità, però,  la sua condotta da ninfomane è ampiamente comprovata.  La sua morte fu voluta soprattutto dal liberto Narciso, senza che Claudio, però, facesse nulla per impedirlo. Questo perchè la circostanza in cui maturò la decisione di condanna, fu considerata un vero “attentato alla sovranità di Stato” o un “colpo di stato”.

Era accaduto che, durante un’ assenza di Claudio, Messalina aveva sposato l’amante ufficiale,  Gaio Silio, uomo assai avvenente ed intrigante.  Claudio aveva temuto che si volesse attentare alla sua vita e consegnare il trono all’amante di lei e,  spaventato, si era rifugiato nell’accampamento, chiedendo a tutti se fosse ancora lui il Princes oppure no.

La quarta moglie fu Agrippina e, come sappiamo, questo matrimonio gli sarà fatale. Sorella di Caligola, Agrippina era sua nipote  ed era già sposata a Domizio Enobarbo. La parentela costituiva un ostacolo soprattutto legale: un tale matrimonio per la legge romana era incesto. Un Senato asservito, però, si affrettò a cambiare la legge per permettergli di convolare felicemente alle nuove nozze tanto agognate.  Agrippina era bellissima ed intrigante e si intratteneva spesso con lui in privato, in qualità di nipote affezionata.

Quali furono i rapporti  di questo Princes con il popolo? La passione per i giochi  e i numerosi donativi lo resero particolarmente gradito al popolo, ma la sua soggezione agli intrighi ed alle manovre di mogli e liberti, lo resero anche inviso nella stessa misura.

Oltre alla passione dei giochi, uno dei maggiori piaceri di questo Princes era la tavola: grosse bevute  e lauti banchetti. Il risultato, però, causa le sue patologie, era una continua sonnolenza e colpi di sonno che lo coglievano in ogni momento della giornata, anche durante lo svolgimento di compiti pubblici. I banchetti, riferisce Tacito, lo rendevano così inebetito, da non accorgersi che la moglie Messalina era stata uccisa.

Come fu il suo regno? Fra i più sereni e tranquilli.  Quattordici anni di regno durante i  quali, nonostante gli handicap, Claudio  conquistò la Bretagna, emise molti provvedimenti in favore del popolo romano e diede una nuova impronta al Principato  attraverso una eccellente organizzazione amministrativa. Affidando a persone competenti, precisi  compiti amministrativi, dimostrò non solo  di possedere tutti i requisiti del buon Princes, ma  che un uomo solo non poteva prendere tutte le decisioni.

Claudio morì avvelenato. Opinione comune è che ad avvelenarlo sia stata la moglie Agrippina con l’aiuto del suo stesso medico personale, Senofonte. Secondo il racconto di Tacito, Agrippina avrebbe servito funghi avvelenati, di cui Claudio era assai ghiotto. L’imperatore, però, non morì subito, nonostante fosse caduto  in uno stato di profondo torpore ed incoscienza e… sempre a quanto riferisce Tacito,  fu allora che Senofonte, fingendo di soccorrerlo, deve avergli somministrato dell’altro veleno.

Un uomo afflitto da patologie, Claudio, che, se fosse stato appoggiato e sostenuto dalla famiglia e gli si fosse data una preparazione adeguata all’ufficio che doveva ricoprire, averebbe potuto essere un  grande Princes.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...