Lo sapevate che… da dove arriva il termine eroe?

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Durante l’età del matriarcato, il Re Sacro,  Paredro della Regina, alla fine del tempo concessogli dalla consuetudine, veniva sacrificato alla dea Era, il cui nome significa Signora,  da Herwa,  ossia  Protettrice.

Il corpo del Re Sacro, il cui sangue veniva sparso sui prati per renderli fecondi,  riposava sotto terra, ma la sua anima cavalcava il Vento-del-Nord, in viaggio per il Paradiso.

Il linguaggio della NATURA – I FUNGHI

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Una prelibatezza, questi meravigliosi “frutti di bosco”, conosciuti ed apprezzati fin dall’antichità.    Le prime testimonianze sulla raccolta e il consumo dei funghi risalgono alla Preistoria, quando, però, il loro impiego non era solo alimentare.  Per via delle proprietà curative, ma anche  per quelle allucinogene,  i funghi venivano utilizzati soprattutto come medicamento e come strumento nei rituali magici.

La prima testimonianza documentata del suo consumo alimentare, in realtà, risale al 2000  a.C. ed alla civiltà mesopotamica, i cui Sovrani, pare, ne fossero assai golosi, ma erano apprezzati anche in Cina, dove erano erano chiamati “Cibo degli Dei” ed in Egitto, dove avevano un posto d’onore  sulle tavole. Così anche sulla tavola dei Greci prima e dei Romani poi, presso cui questo frutto meraviglioso, era diventato “simbolo di vita”.  Pausania, scrittore greco, racconta, infatti che l’eroe  Perseo, dopo essersi dissetato con l’acqua raccolta nel cappello di un fungo, decise di fondare la potente città di Micene. A classifiicarli e descriverne per primo le caratterisiche, pare sia stato Teofrasto, un discepolo di Aristotele.

I Romani apprezzavano così tanto questo frutto, da dargli il nome di “Amanita caesarea”, un cibo, dunque,  degno di un Cesare. Avevano perfino dei “raccoglitori” espertissimi e fidatissimi;  di sicuro, i primi raccoglitori devono aver fatto delle spiacevoli esperienze prima di stabilire  quali fossero i funghi “buoni” e quali,  quelli “cattivi”.  Apprezzato dai buongustai, ed esaltato da poeti e scrittori, come Giovenale, Plutarco, Apicio o Plinio il Vecchio, nella sua opera “Naturalis Historia”, questa meraviglia della natura cominciò a coprirsi di miti e leggende.

Fu proprio in questa epoca, infatti,  che i funghi,  da simbolo di vita, presero pian piano a diventare simbolo di morte, complici anche tutte le nefaste esperienze di avvelenamento con tutte quelle specie  velenose.  Famoso, il piatto servito da Agrippina al marito, l’imperatore Claudio, a base di funghi. Funghi velenosi naturalmente .

Risalgono proprio  all’epoca,  e si sono tramandate fino ad oggi, fantastiche e improbabili interpretazioni sulla loro origine,  a causa delle loro proprietà e soprattutto  della loro tossicità: origine diabolica, si diceva, oppure divina.

Per una classificazione più scientifica bisogna aspettare  il XVI secolo e per sfatare l’alone negativo di miti e leggende creatosi intorno a questo meraviglioso e gustosissimo frutto della natura, dovranno passare altri secoli ancora.

Nel Medio Evo, nonostante il grande utilizzo della cacciagione. i funghi erano largamente consumati sulle tavole dei nobili,  ma, grazie anche alle conoscenze acquisite ed alle ricette preparate nei conventi,  il suo uso divenne sempre più popolare. Così popolare e così comune come peccato di gola e prodotto afrodisiaco, da  indurre il Santo Uffizio a proibirne il consumo, perché distoglieva il fedele dall’idea della penitenza.

Dopo il Medioevo,  ritroviamo i funghi in tutti i grandi pranzi delle corti europee, soprattutto sulla tavola di  Re Sole; sempre presente anche nelle grandi cene di rappresentanza di  madame Pompadour, come, più tardi, in quelle  galanti della  spia più famosa  al mondo,  la  danzatrice Mata Hari.

Un prodotto ricercato, dunque,  chetroviamo su tavole insospettabili, come quella  di un grande della  musica italiana, Gioacchino Rossini, il quale definì il tartufo: “Il Mozart dei funghi”;  in verità, troviamo perfino nel menu del pranzo servito a Vienna alla fine del  Congresso del 1815.

Questi fantastici frutti di bosco, si sa,  nascono spontaneamente ovunque. Ciò, però, non significa che  siano da tutti apprezzati: in America,ad esempio, i funghi coltivati sono preferiti a quelli freschi, mentre in Russia e in  Estremo Oriente,  il consumo è davvero assai ridotto; in Inghilterra, infine, i funghi freschi sono quasi ignorati, sostituiti fa quelli coltivati.  Da qui, l’abitudine di coltivarli, sia pur con molte difficoltà. Ultimamente, però, è nata l’abitudine di surgelare i funghi spontanei, benché, sapore e gusto  finiscano per  risentirne.

Tanti i perché senza risposta, riguardo questa meraviglia della natura. Ad esempio,  un ottimo e commestibile fungo spontaneo delle Alpi, può essere velenoso  se cresce sugli Urali; e ancora: uno stesso fungo può assumere forma e sapore diverso, a seconda del posto, dell’altitudine e dell’humus in cui cresce. E tanti altri interrogativi ancor.

Nello studio di questi strani organismi si è sempre occupati più delle loro proprietà terapeutiche,  che della vita e crescita. Bisognerà attendere l’800  e la nascita di una moderna ricerca scientifica  per scoprire molti dei misteri che li circondavano e giungere ad una sicura classificazione.

Purtroppo, nonostante tali progressi e l’esistenza di ottimi libri scientifici, molte sono ancora le persone che continuano  a dare credito alle antiche dicerie… dicerie risalenti addirittura ad epoca romana, con le conseguenze che possiamo immaginare.

 

 

 

 

 

IL LINGUAGGIO della NATURA – I FIORI

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Donare dei fiori, affidando loro una emozione da comunicare,  è un gesto  semplice, ma significativo che risale fin all’antichità.  Florigrafia è il nome dato al linguaggio dei fiori.

Ogni fiore ha un proprio significato, legato al colore, al  profumo, alla forma e il dono di ognuno di esso è accompagnato da una sensazione… da una emozione: l’amore, l’amicizia,  il ringraziamento… ma anche la gelosia, l’indifferenza,  ecc…

LA ROSA

La rosa è un fiore antico, da sempre amato edesaltato; dall’alto Medioevo in poi, assurse  a simbolo di bellezza ed integrità di sentimenti.   Nella mitologia  romana, la rosa era il fiore sacro a Venere, dea dell’amore e della bellezza, e veniva considerata come il fiore degli amanti. Fiore per antonomasia,  la rosa  è  il capolavoro della natura. L’aspetto e  il  profumo, alludono alla femminilità: allo stato di bocciolo simboleggia la castità, mentre  aperta  e rigogliosa, è simbolo della bellezza assoluta della gioventù.  La Rosa è soprattutto il fiore dell’Amore, l ’unico in grado di esprimere un sentimento sincero, profondo e, soprattutto, appassionato   ed è il fiore più donato, ma  il suo linguaggio è pieno di sfumature: il messaggio può cambiare in base al colore, ma anche al numero. Le Rose Rosse implicano  l’amore  intenso e profondo,  le Rose Rosa, invece,  sono indicate per esprimere un  amore romantico, mentre il colore Arancio,  comunica  il desiderio d’amore.  Giallo  è  il colore  della gelosia e la  Rosa Bianca  suggerisce il candore della virtù e della castità. Rosa Muschiata, infine  é l’omaggio alla bellezza in sè.

L’ORCHIDEA

Fiore  di straordinaria  armonia, per la particolare  forma e bellezza, l’Orchidea è assurta a simbolo di  forte sensualità. Adatto, perciò,  a donne sensuali e dal fascino misterioso. Fiore dalle origini mitiche, l’orchidea  è legata al mito di Orchide. Un’antica leggenda greca  racconta di un fanciullo bellissimo, di nome Orchide,  il quale, pur essendo maschio, era dotato di attributi femminili. Diverso ed ambiguo anche nei comportamenti, era evitato sia da femmine che da maschi. Disperato per questa sua condizione,  un giorno si gettò da una rupe e  nel posto dove precipitò e morì, spuntarono  fiori dall’aspetto bellissimo e sensuale. Donare orchidee significa esprimere un sentimento profondo e sincero.

LA GARDENIA

E’ il fiore dell’amicizia e della simpatia. Regalare questo fiore  è un segno di grande disponibilità  nei confronti degli altri,  basato  sul rispetto e  la stima reciproca e caratterizzato da una forte carica emotiva. Essendo anche  simbolo di sincerità, questo delizioso fiore,  donato a chi  non possiede questa qualità, dovrebbe spingerlo a qualche riflessione.
In alcuni Paesi la Gardenia,però,  ha significato della bellezza che svanisce, a causa, forse, dell’apetto dimesso che assume quando appassisce. Ciò nonostante, era il fiore  che, nell’ Ottocento,  nobili ed aristocratici amavano esibire, appuntato  all’occhiello, e donare alle loro amanti, che lo portavano sui vestiti per recarsi a teatro.

IL GAROFANO

E’ il fiore simbolo della fiducia e della fedeltà  in amore. Amore reciproco e corrisposto. e con qualche sfumatura, soprattutto riguardante il colore.  Il  rosso indica  l’amore  passionale,  mentre  il colore bianco suggerisce  un  amore fedele, ma tranquillo. Fiore dalle origini antiche, il garofano è legato a diversi miti. Una leggenda narra  di un giovane pastore innamorato, ma  senza speranze, nientemeno che di Diana, Dea cacciatrice,  da cui fu prima sedotto e poi  abbandonato. Dalle copiose lacrime versate, mentre si  lasciava morire d’amore,  narra la leggenda, spuntarono  bellissimi fiori, coloratissimi e profumati. Anche nella tradizione cristiana  una leggenda narra che dalle lacrime di Maria addolorata ai piedi della croce del Cristo nacquero dei garofani.

LA VIOLA

Fiore umile e modesto, assai apprezzato, però, per  la sua bellezza, il colore intenso e il delicato profumo, la viola è  considerata il fiore degli innamorati non ancora dichiarati. Fiore perfetto, dunque, da donare alla persona oggetto del proprio desiderio. Si dice che a bene osservare  tra i delicati poetali della viola,  è possibile scorgere il volto della persona amata.

Fin dall’antichità e presso varie culture,  vi è l’uso di  aggiungere alle  bevande  estratti di viola  per  renderle delicate e più gradevoli.

 

IL TULIPANO

Proveniente da terre orientali, il Tulipano è smpre stato un fiore amato ed apprezzato per  la forma e la grande varietà di colori. Come la Primula, ilTulipamo è tra i primi fiori a sbocciare con l’anno nuovo, quando la neve non è ancora scomparsa, per cui viene accolto come simbolo di rinascita e vita eterna,  ricchezza e potere. Nell’antichità la sua prima  fioritura, soprattutto in Oriente, era accolta con grandi feste.  A questo splendido fiore possono essere affidati numerosi messaggi, legati soprattutto alla sua colorazione.. Bianchi devono essere i tulipani per chiedere perdono,  gialli, invece,  per  inviare un saluto di amicizia;  se si vuole omaggiare la bellezza , soprattutto quella degli occhi, inviare un  bel bouquet di tulipani variegati, è il miglior messaggio. Nel contesto amoroso, la tonalità rosa è la più indicata per  esprimere un  amore appena nato, quella rossa, invece, per dichiarare un amore intenso e profondo e perfetto. Simbologia nata da una antica leggenda che narra di una regina e del suo amante fedele che, alla falsa notizia della morte dell’amata si uccise; da ogni goccia del suo sangue che cadde al suolo, nacque un tulipano rosso. Nel mondo  occidentale  invece,  il tulipano non è simbolo di amore fedele, ma proprio il contrario: amore inconstante.

LA CAMELIA

Fiori dai molteplici simboli: di fedeltà eterna fra innamorati e di buona fortuna verso amici e persone care, ma anche di buon augurio nel campo delle arti.  Alcune persone  attribuiscono  a questo fiore un significato di freddezza e distacco, in realtà, poche piante possiedono una bellezza così perfetta. Si dice che la rosa, fiore  amato ed  ammirato in ogni parte parti del mondo,  fiorisce e sorride quando tutta la natura sorride. Non  la camelia. Questo straordinario fiore  fiorisce  e sorride quando la Natura è ancora triste e coperta dal manto invernale, perché essa fiorisce  con la caduta delle ultime foglie d’autunno  e lo spuntare delle prime gemme primaverili.

IL CICLAMINO

E’ uno dei fiori più frequentemente regalati e forse ben pochi sanno che è il fiore più indicato per esprimere diffidenza. Bello e dai petali allegri e coloratissimi, sembra proprio il fiore perfetto da regalare, eppure, fin dall antichità, gli sono stati attribuiti  significati a volte  anche  contraddittori.  E’ un fiore tra i più generosi e facili da coltivare ma, al contempo, bellissimo e velenoso. Ambiguo, dunque. Pericoloso per il veleno contenuto nel suo  tubero, ma utile, quello stesso veleno,  come antidoto contro i morsi di serpenti. Regalarlo, però è un omaggio alla sincerità… Il suo messaggio è proprio questo:  invito alla sincerità ed alla  schiettezza. Per questo, forse, la sua origine  si perde nella leggenda . Che cosa raccontano le leggende?  La leggenda racconta del misterioso giardino di Ecate, di cui il ciclamino era la pianta regina. Ecate, dea della Magia, degli Incantesimi e degli Spettri, in grado di attraversare il mondo dei vivi e  quello dei morti; a lei si ispirava la Sibilla Cumana per i suoi responsi. Le radici di ciclamino contengono una piccola quantità di veleno pericoloso per gli uomini: per questo motivo viene associato alla diffidenza e allo scoraggiamento.  Tuttavia in passato si riteneva che chi lo piantasse non potesse più essere colpito da possibili malefici: funzionava insomma come un vero e proprio amuleto contro la sfortuna!

LA MARGHERITA

Fiore dai moltiplici significati, ma tutti legati alla sincerità ed alla verità. Fiore semplice e delicato,  è assurto a simbolo di  innocenza e purezza,  modestia e  semplicità.  Le ragazze le coglievano nei prati e se ne ornavano, ma  le ricevevano anche in dono, come tacita dichiarazione d’amore e di elogio alla loro semplicità, modestia e onorabilità. Il dono delle magherite tra innamorati è da sempre considerato messagio  d’amore e pegno di fedeltà. La tradizione  affida a questo semplice fiore anche  facoltà profetiche ed ecco il  gioco  del “m’ama  o  non m’ama”, affidato ai suoi petali.

IL NARCISO

 Mitico fiore dai vari significati, primo fa i quali la fortuna, la rinascita e il ritorno  del passato. Gli antichi romani usavano adornare le tombe con questo fiore e  nel cristianesimo era simbolo di rinascita;  simbolo di purezza, invece,   per i celti e di fertilità per gli ebrei.  Del mondo greco, invece, il Narciso arriva come simbolo di amore di se stessi,  amore egoistico e  incapace di aprirsi verso gli altri.

IL MESSAGGIO del corpo… Le dita delle mani

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Fin dall’antichità, ad ogni dito  delle mani è stato attribuito una  perculiarità,  una particolare qualità e caratteristica. Immaginiamo di  mettere un anello alle dita di entrambe le mani.  Quale  mano e quale dito scegliamo?

MANO  DESTRA

POLLICE…  Il comando. Infilare un anello al pollice destro, vuol dire  decidere e farsi carico delle proprie responsabilità ed  essere arbitro delle proprie azioni. Era con il pollice che nell’antica Roma  si concedeva o si negava la vita ad un gladiatore.

INDICE…  La persuasione. Decidere  per l’indice della mano destra, significa  saper fare da guida ed essere capace di  farsi seguire dagli altri.  Saper imporre agli altri il proprio punto di vista.

MEDIO… La razionalità.  Chi sceglie un anello per il dito medio dellamano destra è senza dubbio  una persona  che non si lascia trasportare dall’istinto, ma che pondera ogni decisione da prendere. E non solo le decisioni personali, ma anche quelle altrui, verso le quali, però, si pone con atteggiamento critico.

ANULARE…  L’affettività. Scegliere l’anulare della mano destra è segno di disponibilità verso gli altri, di grande fiducia, amorevolezza  e benevolenza.

MIGNOLO…  L’irresponsabilità. Scegliere di infilare un anello al dito mignolo della mano destra vuol dire affrontare la vita con troppa leggerezza. e poca responsabilità, fidando sul fatto che ogni cosa, alla fine, si aggiusterà..

MANO SINISTRA

POLLICE…  La prepotenza. E’ tipico delle persone prepotenti infilarsi un anello al pollice della mano sinistra. Aggressive e violente, queste persone tendono ad imporsi sugli altri anche con la forza.

INDICE… La saggezza. Chi sceglie un anello da infilare all’indice della mano sinistra è di certo una persona ricca di intuito la quale  segue sempre il proprio istinto, quasi sempre infallibile, prima di intraprendere una qualunque azione.

MEDIO… La giustizia. Innato il senso della giustizia in chi ama portare anelli al dito medio della mano sinistra. Insieme alla costanza ed alla perseveranza,  questa persona  si vedrà alla fine, riconsciuti  i propri meriti, qualità e capacità

ANULARE…  L’amore. Scegliere di portare un anello all’anulare della mano sinistra significa  voler dichiarare al mondo i propri sentimenti… un amore… un legame.

MIGNOLO… La Vanità. Chi ubbidisce al desiderio di adornare il mignolo della mano sinistra con un anello, è solitamente una persona un po’ vanitosa, sempre al centro dell’attenzione, a cui, però, non mancano davvero qualità e capacità.

IL LINGUAGGIO delle PIETRE – Pietre bianche o incolori

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Un mondo senza i colori dell’arcobaleno sarebbe  un mondo senza fascino  nè magia e  le pietre racchiudono in sè tutta la magia dell’arcobalemo ed ognuno di quei colori custodisce  energia e messaggi.  Il bianco è il colore della purezza, ma anche della luce e le gemme bianche o, più esattamente, incolori. esprimono trasparenza e purezza dell’animo e dello spirito.

IL DIAMANTE  – la pietra più celebrata in tutti i tempi. La pietra dalla  luminosità unica e dall’unico ed intenso fuoco. Il Diamante, la gemma dei Re. Nel 1200,  Luigi IX di Francia, emanava un decreto in cui riservava ai reali l’uso esclusivo di questa gemma ,  decreto che sarà ben presto ignorato.

Gemma dalla trasparenza e purezza inimitabile, attorno al Diamante si sono formate mille leggende.  Secondo la tradizione induista, queste meravigliose gemme si formavano  dall’impatto di un fulmine contro la roccia, mentre nell’antica Grecia  si credeva che fossero abitate da spiriti provenienti da altre dimensioni. Per  gli antichi Romani, invece, erano schegge di stelle cadute sulla Terra e sempre nell’Antica Roma, i Diamanti altro non erano che  lacrime divine.

Noto anche  il “giudizio del diamante”,  nella tradizione ebraica, secondo il quale, alla presenza di un colpevole, la gemma  si sarebbe oscurata e invece avrebbe aumentato di lucentezza,  alla presenza di un innocente.

Pietra durissima e cristallina, il Diamante diventa schermo  protettivo per eccellenza:  chi porta su di sè questa pietra, riesce con facilità a controllare le emozioni, ma anche a  placare l’irrequietezza degli animali, anche  delle belve più feroci. Per questo  è considerata anche la gemma del coraggio,  della forza e dell’invincibilità. Ottimi talismani, dunque, contro pericoli ed avversità, dai fulmini alle disgrazie.

 

 

ZAFFIRO  BIANCO  –   Lo zaffiro, è risaputo,  è un  eccezionale stimolatore della mente: favorisce l’intuizione, apporta chiarezza  e, di conseguenza,  contribuisce  alla serenità ed all’equilibrio della persona. Utilissimo, dunque per   aumentare l’autodisciplina ,  accrescere l’applicazione  e stimolare l’ingegno. Ottimo anche per  mantenere  il  buon senso non solo nello svolgimento della proprie attività, ma in ogni frangente.

Simbolo di sincerità e fedeltà, questa splendida pietra abbagliante  è  considerata  un pegno d’amore e di fedeltà   nello cambio di anelli fra fidanzati , spesso  al posto del diamante,  ma  risulta molto efficace anche nella risoluzione positiva di questioni legali.

 

 

TOPAZIO  BIANCO  –  secondo la tradizione, il nome del Topazio deriva dal sanscrito  topas che significa fuoco   ed   è considerato il simbolo  per eccellenza della  forza energetica solare e maschile. Pietra maschile, dunque, anche il topazio bianco, che  dona l’energia necessaria  per  condurre l’ esistenza secondo le proprie aspirazioni.

Raccomandata contro lo stress, é ottima anche contro la depressione, ma efficace soprattutto  nelle pratiche meditative, essendo considerata la pietra  la pace r della serenità. Al contempo, però, il Topazio,  soprattutto  quello bianco, risveglia il guerriero  che è in noi, donandoci la forza per sostenere i nostri ideali…anche quelli di pace.

Particolare virtù  si attribuisce a questa splendida pietra: elevare i sani principi e cioè, la capacità di frenare lussuria, assecondare la castità, alleggerire la  frenesia.

 

PIETRA  DI  LUNA  – é, forse, la pietra attorno   alla quale  si sono raccolte più leggende in tutti i tempi ed a tutte le latitudini. Nell’antichità si credeva che la Pietradi Luna fosse composta di  piccoli frammenti provenienti dalla Luna stessa e che, a causa della sua lucentezza,  che brillasse della luce di una divinità chiusa al suo interno, lucentezza che cambiava  swcondo le fasi lunari..  Nell’Antica Roma era il simbolo della dea Diana.

Se  il Topazio è considerato una pietra  maschile, la Pietra di Luna  é da sempre gemma squisitamente femminile  e, in quanto tale,  con qualità divinatorie. Tradizionalmente, infatti,  la divinazione é sempre stata ritenuta un’arte femminile.
Molte le  virtù di questa gemma, oltre all’arte divinaoria. Una soprattutto: il suo influsso sui sentimenti,  quali l’amore, l’affetto, l’amicizia.

 

 

IL MESSAGGIO delle PIETRE – Le pietre verdi

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Le pietre preziose, questi scintillanti miracoli della natura,  hanno sempre portato messaggi  con sé, fin dall’antichità, e si sono caricati di significati simbolici… messaggie  simboli, dettati da forme e colori  ed una bellezza intrinseca che riempie lo sguardo di ammirato stupore.

Oggi ammireremo la pietra verde e le sue infinite sfumature.

SMERALDO  – è tra le pietre preziose più apprezzate e ricercate per la  bellezza e lucentezza e per le sue proprietà..  “Smagros” è il suo nome greco, che significa proprio “pietra verde”. Chiamata  anche “pietra dell’estro”, è da sempre ricercata da artisti: pittori, musicisti, poeti… E’anche, da sempre, considerata la pietra della  Rinascita, per il colore verde. Verde come la Natura. Per questo, assai apprezzata fin dall’antichità nelle varie culture: verde era il colore di Osiride, Signore della Vegetazione e della Rinascita e famosi sono gli smeraldi di Cleopatra e lo smeraldo  attraverso cui Nerone  seguiva gli spettacoli gladiatori.

Tante le proprietà di questa stupenda pietra: talismano per eccellenza, protegge da sortilegi  ed incantesimi, allontana negatività ed insidie, migliora l’umore e allevia lo stress. Pietra delle  “quattro esse”,  si dice che alimenti la Speranza ed  assicuri Successo, Salute e Saggzza.
GRANATO  –  è associato all’idea che il suo colore sia rosso, in realtà la varietà di colore verde  è ricercata  fin dai tempi più antichi dagli egizi, greci e romani non meno di quello rosso.
Nel Medio Evo,il granato verde fu accostato al carbonchio (da non confondere con  l’antrace)   la leggendaria pietra che risplendeva nel buio e  che, con la luce, infondeva forza e coraggio. Per la sua durezza e resistenza, il Granato è chiamato anche “pietra degli eroi” ed a chi la porta, infonde forza di volontà  e fiducia in se stessi..
Il Granato è, dunque, la pietra dell’ottimismo  e della positività, ma  anche la pietra  della creatività, cara agli artisti ed a tutti coloro che vivono di estro e fantasia… e con  la testa tra le nuvole.
GIADA  –  Amata, ricercata ed apprezzata da sempre,  dalla Cina all’Antico Messico,  questa pietra preziosa  è uno schermo  protettivo per eccellenza.  Ottima per  regolare l’umore,  chi porta su di sè questa pietra, riesce con facilità a controllare le emozioni. Anche le più violenti, quali la collera, l’irritazione, ecc..  Ansie e paure vengono allontanate e sono favorite, invece, fortuna, richezza ed amore… quest’ltimo soprattutto  attraverso un talismano a forma di farfalla.
Non solo la mente ne beneficia, ma anche il fisico. La giada aiuta ad alleggerire  e talvolta ad allontanare il dolore fisico per cui viene, ad esempio,  donata alle partorienti. Infine, ottimo talismano, prottegge da  negatività ed entità ingannevoli e maligne.
DIASPRO –  una delle tante varietà del Quarzo, per le sue caratteristiche  è legato all’energia e alla forza, alla prosperità, alla fertilità e al benessere.  Come quasi tutte le pietre verdi, anche il diaspro  agisce sulle emozionoi forti quali l’irritabilità,  rafforzando il flusso sanguigno e scacciando le negatività. Dona  stabilità  mentale  e fiducia in se stessi.

Nel Medio Evo si credeva che le chiazze rosse al suo interno fossero gocce di sangue del Cristo che aveva macchiato un  masso di diaspro ai piedi della Croce.

MALACHITE  –   stupefacente pietra  striata di verde chiaro e scuro. Si fa derivare il suo nome al greco malache, ossia malva, forse  per le prprietà protettive che le vengono attribuite. Numerose le proprietà di  questo splendido cristallo verde, soprattutto  riguardo il cuore e le sue emozioni:  apporta energie che potenziano equilibrio  e concentrazione; incoraggia la lealtà e la fedeltà,  sia in amore che in amicizia e  sul lavoro. Stimola  la volontà e l’intraprendenza, apportando  prosperità e benessere e  trovando soluzioni a problemi ed intoppi. Straordinariamente bella, tale da accendere l’immaginazione,  la malachite è considerata anche la pietra  degli artisti e dei segnatori, sviluppando l’estro dei primi e  realizzando i sogni dei secondi. Verde come la speranza, la malachite invia al subconscio messaggi positivi, favorendo equilibrio, concentrazione e serenità.

 

OPALE-  dal latino opalus, che significa  pietra preziosa. è considerata fin dall’antichità pietra cara agli Dei e come tale ricercata ed apprezzata. Per i romani era simbolo di  speranza e purezza  e talismano contro lemalattie e Plinio il Vecchio, in  essa vedeva  la brillantezza dell’ametista,  la fiamma del granato e lo splendore dello smeraldo.   Ieri come oggi, l’opale è considerato il più potente talismano per la preservazione della bellezza fisica, del fascino e della giovinezza eterna.  Ha in sé le caratteristiche d tutti gli elementi della natura ed assicura  prosperità e benessere,  emozoni e sensibilità, cominicazione, creatività.

Nella mitologia greco-romana, l’opale fu creato da Giove a seguito della vittoria sui Titani e  in quella indiana, l’opale è lapietra in cui la Dea dell’Arcobaleno si è trasformata per sfuggire ad alcune Divinità che la importunavano.  Per gli Arabi, infine,  le pietre di opale  scendevano giù dal cielo come lampi di luce.

 

 

IL LINGUAGGIO delle PIETRE – La Pietra Rossa… simb0lo dell’AMORE e della PASSIONE

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Non esiste civiltà al mondoche non abbia associato il colore di una pietra ad una valenza delle emozioni di quel micro-cosmo che è la creatura umana. Ed ecco la  pietra rossa: la Pietra dell’Amore e della Passione…

RUBINO – La pietra dei  Re. E’ per eccellenza, il pegno dell’Amore, per il colore rosso acceso, e simboleggia la  passione e il sentimento amoroso più travolgente e potente. Lo portiamo al dito anulare sinistro, poiché, fin dall’antichità, si credeva che da quel dito partisse una vena che portava direttamente al cuore. .  Ma è anche la Pietra del potere e eccola campeggiare sulle corone dei Re, sui turbanti de maharaja, alle dita di sultani e sceicchi. E’ la pietra preferita, si dice,  delle persone decise, sicure di sè, ambiziose.

GRANATO –  Davvero  assai varie le sfumature di questa splendida pietra: dal rosso cupo e passionale della varietà  dell’Almandino a quella color brace del Piropo, equiparata come valore al Rubino. Tipicamente femminile la prima ed ambita dal maschio, la seconda. Scelta dalla donna sicura di sè, che non si accontenta della prima occasione, ma che aspetta  il meglio, pronta a lasciarsi conquistare e travolgere.

CORNIOLA  –  La pietra di Re e Divinità. Per gli Antichi Egizi, di corniola era il sangue che scorreva nelle vene degli Dei. Nel corso dei secoli, è stata la pietra dei sovrani, da Thut-ank-Amon a Costantino, da Carlo Magno a Napoleone. Si identificano in questa pietra, che simboleggia il sole dorato del pomeriggio,  le persone  intraprendenti, ma riflessive, pronte ad aspettare e cogliere le occasioni più propizie..

CORALLO  –  La pietra marina cara a Venere, talismano amoroso per eccellenza. Dono del mare, come la Perla… simbolo lunare questa e simbolo solare, il  Corallo. A scegliere questa pietra, sono persone attratte dall’avventura, in amore e nella vita,  dotate di  grande fascino e  solarità, tanto  da essere a loro volta oggetto di attrazione.

SPINELLO –   Pietra di grande splendore e luminosità, tanto da essere scambiata per Rubino.  Ed è proprio uno Spinello, il famoso “Rubino del princope nero”, che spicca sulla corona d’Inghilterra. Pietra assai  cara a Marte, è  sempre stata ricercata da principi e sovrani e dalle persone combattive, anticonformiste ed  agressive, mal disposte a tollerare offese o  anche solo provocazioni.