QUATTRO PASSI NELLA LIRICA – “IL TROVATORE” di Sabrina Granotti

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Ci occupiamo oggi del “Trovatore”, completando così il racconto della “Trilogia popolare” di Giuseppe Verdi. Ambientata nel Medioevo, epoca storica particolarmente cara ai Romantici, l’opera presenta sia gli aspetti tipici del melodramma, come il contrasto tra amore e dovere, che quelli del teatro tragico tradizionale: fosche vicende famigliari, scambi di bambini nella culla, riconoscimenti tardivi; senza dimenticare l’importanza dei cori per la narrazione degli eventi: quello iniziale che dialoga con Ferrando ha un ruolo affine a quello ricoperto nel teatro greco. La trama (tratta dal dramma “El Trovador” di Antonio García Gutiérrez) è complessa e si è spesso sottolineato quanto i tempi della conclusione si succedano con una velocità fuori dal comune; l’ambientazione è in Spagna, tra la Biscaglia e l’Aragona.
La parte prima (denominata “Il Duello”) vede il capitano delle guardie Ferrando (basso) narrare di un presunto maleficio gettato da una zingara sul secondogenito dell’allora Conte di Luna; ritenuta colpevole del peggioramento delle condizioni di salute del neonato, essa venne bruciata al rogo come strega. Per vendetta, la figlia di costei aveva rapito e bruciato il bambino. La scena si sposta poi su Leonora (soprano), dama amata dall’attuale Conte di Luna (baritono), che racconta del proprio innamoramento per un cavaliere misterioso alla confidente Ines (soprano); il giovane si era poi ripresentato nelle vesti di “un trovatore”; la protagonista femminile canta l’aria “Tacea la notte placida” e la cavatina “Di tale amor che dirsi”. Giunge Manrico (tenore), annunciato dal suo canto “Deserto sulla terra”, dedicato a Leonora; il Conte di Luna (basso), consapevole di avere in lui un rivale (“Il Trovator… io fremo!”), stava spiando Leonora e irrompe, per ucciderlo; Leonora in un primo tempo, a causa dell’oscurità, scambia il Conte per il Trovatore, volgendogli parole d’amore che fanno infuriare l’amante; chiarito l’equivoco, ad essere preda dell’ira è il Conte, che sfida Manrico a duello.
Gli avvenimenti sono molteplici e complessi; rinviamo quindi a martedì prossimo la narrazione di quanto avviene in seguito. Nel frattempo, se queste poche parole hanno acceso in voi il desiderio di ascoltare quest’opera… buon ascolto!