INCIPIT di “DJOSER e lo Scettro di Anubi” di Maria Pace

untitledIMG_1079 - Copia

“Per la Muta del serpente Apep!” rabbrividì il ragazzo, raggiunto alle spalle dall’ululato di uno sciacallo.
La luna, nel cielo stellato, stava scivolando silenziosa sopra la Valle Proibita, che i Faraoni avevano scelto per stabilirvi le loro dimore eterne: le Mer, come gli antichi Egizi chiamavano le Piramidi. Mortalmente silenziosa, la Valle si estendeva su un’ampia terrazza spianata dalla mano dell’uomo e vigilata giorno e notte da sentinelle armate.
Fra tombe, fosse e tumuli di sabbia, il ragazzo avanzava timoroso, trascinando su uno stretto slittino una stuoia arrotolata: la sagoma di un corpo umano, a giudicare dal suo rigonfiamento. Nelle tenebre della notte il suo volto era una macchia scura, ma lo sguardo, accecato dal pianto, scintillava come quello di un animale da preda.
Ogni tanto si fermava e si guardava intorno, scrutando inquieto nell’oscurità. Sentiva una presenza minacciosa incalzarlo alle spalle; ne sentiva il respiro roco e il passo felpato sul terreno ricoperto dall’ultima tempesta di sabbia.(continua)

INCIPIT di “DJOSER e lo Scettro di Anubi” di Maria Pace

si può richiedere con dedica personale direttamente a
mariapace2010@gmail.com

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